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Pensioni: chi può andare con vecchie regole senza novità riforma Monti

Novità pensioni: le categorie escluse



Entrerà in vigore a partire dal primo gennaio 2012 il sistema contributivo pro rata per tutti che riguarderà tutti i lavoratori per la sola contribuzione versata dopo il 31 dicembre 2011, inoltre nel decreto viene precisato che l'importo del trattamento calcolato con il pro-rata non può superare quello che sarebbe scaturito dal calcolo tutto retributivo; prevista l’abolizione del sistema delle quote, legate alla somma di età anagrafica e contributiva, per le pensioni di anzianità le uscite anticipate restano possibili solo con 42 anni di contribuzione per gli uomini e 41 anni per le donne, previsto l’immediato aumento a 66 anni (67 anni nel 2022) della soglia di vecchiaia per gli uomini e a 62 per le donne, che dovrà rapidamente salire a 66 anni entro il 2018 e che per tutti i lavoratori sarà agganciata a un sistema flessibile fino a 70 anni di età.

Previsto anche lo stop ai trattamenti privilegiati e su tutti gli aderenti ai fondi speciali Inps (piloti, dirigenti d'azienda, elettrici e via dicendo) scatterà dal primo gennaio 2012 un contributo di solidarietà (dallo 0,3% all'1% a seconda degli anni di contribuzione): queste le misure dell nuovo pacchetto pensioni, che dovrebbe garantire subito 3-3,5 miliardi di risparmi (almeno 15 miliardi a regime) e che prevede anche il blocco totale per il 2012 e il 2013 delle perequazioni per gli assegni sopra i 935 euro.

Ci sarà, cioè, un sacrificio per l'indicizzazione dell'inflazione a partire dal 2012, però salvando le pensioni minime. L'indicizzazione all'inflazione continuerà, infatti, ad essere garantita, totalmente fino a 467,42 euro, che è il minimo, e parzialmente tra questa soglia e i 935 euro.

Ma le nuove regole sulle pensioni non si applicano a tutti coloro che hanno raggiunto o raggiungono i requisiti (età e contributi) entro questo mese ma il 76% delle pensioni esistenti saranno interessate dal provvedimento che congela l'indicizzazione per due anni.

Le nuove regole sul ritiro si applicano anche alle donne, fino però al 2015, che opteranno per il calcolo interamente contributivo, anche per l'anzianità maturata prima del gennaio 1996, che possono ottenere la pensione di anzianità sulla base di 35 anni di contributi e 57 anni di età (58 anni le lavoratrici autonome); ai lavoratori collocati in mobilità, sulla base di accordi sindacali stipulati prima del 31 ottobre 2011 e che maturano i requisiti per il pensionamento entro il periodo di fruizione della mobilità; ai lavoratori collocati in mobilità lunga; ai lavoratori che al 31 ottobre 2011 sono titolari di prestazione straordinaria a carico dei fondi di solidarietà di settore (esuberi bancari, assicurativi, ecc.); e ai lavoratori che, antecedentemente alla data del 31 ottobre 2011, siano stati autorizzati alla prosecuzione volontaria e i lavoratori che a quella data erano già titolari di una prestazione straordinaria a carico dei fondi di solidarietà di settore.

Continuano, invece, a valere i vecchi requisiti di accesso, di età anagrafica e contributi, e il regime delle decorrenze (le finestre di un anno per i dipendenti e di 18 mesi per gli autonomi) per quanti maturano il diritto alla pensione entro la fine di quest'anno; possono continuare ad andare in pensione a 57 anni le lavoratrici dipendenti (o a 58 le autonome) che hanno optato per il contributivo; i lavoratori che, pur maturando i requisiti dopo il 31 dicembre 2011, hanno concluso il rapporto di lavoro prima del 31 ottobre 2011 per alcune causali, come i lavoratori collocati in mobilità in seguito a un licenziamento collettivo e sulla base di accordi sindacali stipulati prima del 31 ottobre 2011.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il