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Manovra finanziaria Monti: riforma lavoro è prossimo obiettivo.

Nuove misure per il lavoro? Governo di nuovo impegnato



E’ la riforma del lavoro il prossimo obiettivo della manovra Monti. E, c’è chi assicura, che sarà il secondo passo verso la riconquista della totale fiducia dei mercati. E così dopo le pensioni, spazio al lavoro, ma in realtà le due riforme sono collegate.

Il ministro del Welfare, Elsa Fornero, ha spiegato, infatti, che  “La riforma previdenziale punta tutto su un’altra cosa che nella manovra non c’è, il pezzo mancante che la sorregge: un nuovo mercato del lavoro che funziona. La riforma del lavoro è il pezzo su cui bisognerà lavorare appena finita questa prima parte. In un mercato più flessibile ci vogliono ammortizzatori sociali perché una società degna non lascia nessuno senza reddito.

Se non funziona il mercato del lavoro, la riforma previdenziale è destinata a fallire”. Per questo la priorità è quella di rivedere le regole legate all’occupazione e la direzione giusta sembra quella della flessibilità, insieme a garanzie di protezione di lavoratori che hanno problemi sul mercato del lavoro.

Al vaglio anche la possibilità di un contratto unico e del modello danese, come base di partenza per una discussione. Si tratta di un modello che prevede licenziamenti più facili, ma che garantisce a chi perde il lavoro il 90% dello stipendio nel primo anno di disoccupazione, l’80% nel secondo, il 70% nel terzo e il 60% nel quarto.

Il trattamento complementare garantito rispetto all’assegno statale verrebbe versato dall’azienda che licenzia, che quindi dovrebbe essere spronata a far rientrare nel mercato del lavoro al più presto il lavoratore licenziato.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il