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Software open source nella Pubblica Amministrazione: sì del Parlamento

Si della Commissione Bilancio al software libero nella PA: i vantaggi



Via libera alla realizzazione di un nuovo software open source nella Pubblica Amministrazione.

La Commissione Bilancio ha approvato la proposta per l'introduzione obbligatoria del software libero o open source nei vari bandi di gara nella pubblica amministrazione, ritenendo che si tratta di una modifica storica del codice dell'amministrazione digitale.

La Commissione ha, inoltre, spiegato che per la prima volta si riconosce nell’ordinamento italiano la necessità per le amministrazioni pubbliche di  considerare non solo l'economicità ma anche l'impatto che il software stesso può avere sulla nostra società sempre più tecnologica dal punto di vista dei diritti fondamentali dei cittadini e delle imprese che vogliono innovare.

Il segretario di Agorà Digitale Luca Nicotra ha spiegato che l'adozione di software libero o a codice aperto avrà ricadute profonde sulla maggiore libertà dello scambio dei contenuti immateriali, sulla libera circolazione della conoscenza, del know-how e più in generale delle informazioni.

Potrebbe, dunque, prospettarsi una riduzione della spesa pubblica in ambito software anche se il dibattito sull'argomento non è scontato e resta ancora molto aperto.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il