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Manovra Monti: pensioni, ici-imu, conti correnti. Le novità. Cosa cambia

Oggi la manovra in Aula: le novità



Alle 22 di ieri il premier Mario Monti si è presentato davanti alla commissione bilancio della Camera che ha dato poi il via libera alla manovra che approderà oggi alle 10 in Aula. Tante le novità in arrivo con gli emendamenti del governo alla manovra.

I nuovi ‘balzelli’, per case e attività all'estero, capitali scudati, servono a raggiungere il saldo finale, in particolare alzando a 1400 euro la soglia delle pensioni che beneficeranno della rivalutazione ed estendendo il bonus sull'Imu per le famiglie con figli sotto i 26 anni.

Le modifiche dovrebbero valere, complessivamente, 2 miliardi di euro. Tra le novità più importanti: per quanto riguarda le avranno un'indicizzazione del 100%, quelle sotto 3 volte il minimo (circa 1400 euro) e arriva un prelievo del 15% per gli assegni pensionistici oltre i 200.000 euro. Chi andrà in pensione prima dei 62 anni avrà una riduzione delle quote di trattamento pari a 1 punto percentuale e non più 2%. Per quanto riguarda la nuova Imu, la detrazione sulla prima casa sale da 200 euro fino ad un massimo di 400 euro. L'aumento è di 50 euro nel caso di figli di età non superiore a 26 anni.

Aumentano poi i contributi per artigiani e commercianti, fino ad arrivare, nel 2018, al 24%; in arrivo una tassa del 4% sui capitali scudati, mentre la tassa sui conti correnti, che sale per tutte le persone fisiche a 34 euro, non ci sarà su depositi sotto 5.000 euro.

Stabilito inoltre che la pubblica amministrazione potrà pagare cash fino a 1.000 euro, incluse dunque le pensioni più basse, mentre la commissione massima che i negozianti dovranno d'ora in poi dare alle banche per i pagamenti con carte di credito non potrà superare l'1,5%.

Per gli stipendi della pubblica amministrazione ci sarà un tetto massimo e per gli stipendi dei parlamentari, saranno le Camere a provvedere al taglio delle indennità di deputati e senatori e non un decreto del governo. Salvi, invece, gli stipendi dei Consiglieri delle Circoscrizioni e quelli delle Comunità montane.

Per quanto riguarda poi le liberalizzazioni, salta il loro rinvio al 2013 e partiranno all'entrata in vigore della manovra. Sul fronte fiscale, previsto uno stop alle aste Equivali: i beni espropriati ai debitori non saranno più messi all'asta dall'Agenzia ma saranno venduti dal contribuente. Il debitore venderà il bene pignorato o ipotecato e consegnerà l'intera somma ad Equitalia, che interverrà all'atto della cessione e che restituirà al contribuente la somma che eccede il debito.

Le aziende in difficoltà per la crisi che sono in ritardo nel pagamento delle cartelle ad Equitalia, potranno ottenere una ulteriore proroga di 72 mesi. Slitta, infine, di un anno (a fine 2012) l'uscita di Equitalia dalla riscossione dei Comuni. Per quanto riguarda l’abolizione delle province, esse continueranno a esistere fino alla loro scadenza naturale (e non fino al 31 marzo 2013 come previsto da un emendamento del Governo).

E’ stato, inoltre, stabilito che anche la mobilità urbana collegata a stazioni, aeroporti e porti nonchè le infrastrutture e le reti stradali e autostradali saranno sottoposte alla vigilanza dell'Autorità.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il