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Pensioni anzianità: calcolo con novità e modifiche manovra finanziaria Monti

Cosa cambia con le modifiche alla manovra per andare in pensione



E le pensioni da 1.400 furono salve e nel 2012 saranno regolarmente aggiornate secondo l'indice Istat dell'inflazione. Ma questo meccanismo varrà solo per 2012. Salvi i lavoratori in mobilità e per gli altri attenuazione dello scalino.

Per i lavoratori nati nel 1952 c'è stata, infatti, un’attenuazione della misura che li riguarda, per cui l'attesa di 6 anni per raggiungere l'agognata pensione si ridurrebbe, con le modifiche apportate ieri, di due anni.

I cosiddetti ‘sofortunati’ del 1952, quelli cioè che nel 2011 hanno 59 anni e pensavano di andare in pensione nel 2012, avendo raggiunto i requisiti di età e i 36 anni contribuzione, quota 96, si sono visti con la riforma allungare l'attesa per lasciare il mondo del lavoro e se con le vecchie regole delle finestre mobili avrebbero dovuto rimandare solo di 12 mesi (18 se autonomi), con le modifiche introdotte dalla nuova manovra avrebbero invece dovuto maturare 42 anni e tre mesi di contributi e 66 anni di età.

Il nuovo emendamento, invece, accorcia i tempi, anche se di poco, portando l'età minima per loro a 64 anni. Difficile, dunque, maturare la pensione di anzianità: dal 2012 per ottenere la pensione prima dell'età della vecchiaia occorrono 42 anni e un mese per gli uomini e 41 anni e 1 mese per le donne, requisisti parametrati alle speranze di vita a partire dal 2013.

Tali requisiti sono comunque aumentati di un ulteriore mese per l'anno 2013 e di un ulteriore mese a decorrere dall'anno 2014. Ciò vuol dire che nel 2013, ad esempio, anno in cui è si comincerà a innalzare tutti i parametri anagrafici sulla base delle cosiddette speranze di vita, il minimo di contributi richiesto per il pensionamento anticipato sarà di 42 anni e 5 mesi per gli uomini e 41 anni e 5 mesi per le donne (42 o 41 anni e due mesi più i tre mesi di aumento per via delle speranze di vita).

Per incentivare, però, l’uscita dal lavoro più tardi, è stato anche studiato un sistema per cui chi chiede la pensione di anzianità prima dei 62 anni di età, avrà un assegno con una riduzione pari al 2% per ogni anno di anticipo,, mentre saranno premiati coloro che decidono di andare in pensione più tardi.

Le nuove regole sulle pensioni,in vigore dal primo gennaio 2012, non saranno applicate a tutti coloro che hanno raggiunto o raggiungono i requisiti (età e contributi) entro il 31 dicembre 2011; alle donne, sino però all'anno 2015, che opteranno per il calcolo interamente contributivo, anche per l'anzianità maturata prima del primo gennaio 1996, le quali possono ottenere la pensione di anzianità sulla base di 35 anni di contributi e 57 anni di età (58 anni le lavoratrici autonomi); ai lavoratori collocati in mobilità lunga (in attesa del pensionamento) per effetto di accordi collettivi stipulati entro il 4 dicembre; ai lavoratori che, al 4 dicembre, sono titolari di prestazione straordinaria a carico dei fondi di solidarietà di settore (esuberi bancari, assicurativi).

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il