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Pensioni: quando si può andare dopo novità e modifiche manovra Monti

Cosa cambia per le pensioni dopo le modifiche. Oggi la fiducia alla Camera



Approda oggi alla Camera per la fiducia la monovra Monti contenente tutte le ultime modifiche: novità pensioni, detrazioni Imu sulla prima casa, tagli degli stipendi ai parlamentari, riforma delle Province, tetto a mille euro dei pagamenti dello Stato, stop alle aste Equitalia, proroga dei pagamenti esattoriali per le aziende, deduzione Irap del 10% e liberalizzazioni.

In materia di pensioni, ciò che ha maggiormente fatto discutere è stata la questione dell’indicizzazione delle pensioni almeno per gli assegni fino a 1400 euro. Via libera anche al passaggio al sistema contributivo pro rata per le pensioni di tutti i deputati a partire dal prossimo primo gennaio, innalzando l'età minima per la pensione dai 50 ai 60 anni.

Al personale della Camera sarà, dunque, applicato il sistema previdenziale previsto per la generalità dei lavoratori dalla manovra del governo Monti. In generale, dal prossimo gennaio 2012, sarà esteso il sistema contributivo pro rata per tutti, prevista l’abolizione del sistema delle quote, legate alla somma di età anagrafica e contributiva, per le pensioni di anzianità le uscite anticipate saranno possibili con 42 anni e un mese di contribuzione per gli uomini e 41 anni e un mese per le donne. Scomparirà pian piano il sistema retributivo e con il sistema contributivo c

onterà di più l'età minima di accesso alla pensionamento e quindi si potrà lasciare il lavoro con questo requisito (che sarà per tutti di 66 anni) e con 20 anni di contributi. Ovviamente in questo caso l'assegno risulterà basso.

Dal 2012, scatta poi l’immediato aumento a 66 anni (67 anni nel 2022) della soglia di vecchiaia per gli uomini e a 62 per le donne, che dovrà rapidamente salire a 66 anni entro il 2018 e che per tutti i lavoratori sarà agganciata a un sistema flessibile fino a 70 anni di età, stop ai trattamenti privilegiati, e blocco totale per il 2012 e il 2013 delle perequazioni per gli assegni minimi e fino ai 1.400 euro.

Nel 2012 gli assegni di importo pari a 1.402 euro al mese continueranno a beneficiare del 100% dell' indice Istat, mentre quelle di importo superiore non vedranno alcun aumento.

Nel 2013, invece, beneficeranno dell' adeguamento all'inflazione solo trattamenti di importo inferiore a 936 euro al mese. Esclusi dalle nuove misure delle pensioni, coloro che maturano i requisiti attualmente in vigore entro il 31 dicembre 2011, i lavoratori in mobilità, alla data del 31 ottobre 2011, e quelli che rientrano nei piani di esubero (banche e assicurazioni, ecc.), anche se raggiungono i requisiti dopo la fine dell'anno in corso.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il