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Conti e titoli, carte di credito, polizze mutui. Cosa cambia con manovra Monti.

Quanto vale la nuova Manovra su conti e prodotti finanziari



Non solo pensioni, nuova Ici-Imu, liberalizzazioni e nuove misure contro l’evasione fiscale: la nuova Manovra firmata Monti, che oggi ha ricevuto la fiducia, prevede anche molte novità che toccheranno i possessori di prodotti finanziari, conti correnti comprese.

La manovra, infatti, prevede per i pagamenti in contanti della Pubblica Amministrazione un tetto massimo per il cash di 980 euro, salvando le pensioni minime (che così potranno continuare a essere pagate in contanti).

Una misura giunta soprattutto dopo le polemiche che hanno seguito il varo della misura, considerando che i pensionati hanno poca dimestichezza con conti correnti e carte di pagamento elettroniche, per questo motivo l'esecutivo è tornato sui suoi passi.

Perché, comunque, vengano maggiormente usate le carte bancomat o di credito dai più anziani, le associazioni chiedono che siano carte di conti a costo a zero, e l’associazione bancaria italiana si è detta disponibile a fare fronte alla questione, aprendo alla possibilità di ideare un conto corrente a zero spese per i pensionati al minimo.

 Ma il presidente dell'Abi Giuseppe Mussari, ha precisato che sì, le banche italiane sono disponibili a discutere di questi argomenti, ma non sono disponibili a dare gratuitamente servizi che costano alle imprese bancarie. Ciò significa che carte e bancomat avranno un costo, comunque.

Per quanto riguarda poi i pagamenti dei bolli, l'imposta di bollo da 34,20 euro sugli estratti conto annuali, già prevista per i normali conti correnti bancari e postali, verrà estesa anche ai libretti di risparmio, ma chi ha in giacenza meno di 5 mila euro sarà esentato dal pagamento del bollo.

Questa agevolazione vale per le persone fisiche, perché il discorso cambia se parliamo delle imprese o più in generale delle persone giuridiche. Per loro, infatti, a partire dall'anno prossimo, l'imposta sui conti correnti si alza da 73,8 a 100 euro l'anno.

Ciò che cambia è poi il bollo sugli investimenti finanziari, la cosiddetta mini patrimoniale, che colpirà tutti i prodotti finanziari, dai fondi di investimento, alle polizze vita, ai titoli di Stato, alle obbligazioni. A partire dal 2012, il prelievo sarà dell'uno per mille annuo, calcolato in misura proporzionale all'investimento e, dove possibile, sul valore di mercato, piuttosto che su quello nominale o di rimborso. L'aliquota passa poi all'1,5 per mille nel 2013.

Per quanto riguarda poi i buoni fruttiferi postali, la normativa prevede che siano tassati alla scadenza, con l'applicazione sul valore dello strumento finanziario di un'aliquota dello 0,1% per il 2012 e dello 0,15% dal 2013, con un importo minimo pari a 34,20 euro e, limitatamente al 2012, un importo massimo pari a 1.200 euro. Esclusi solo i fondi sanitari, i fondi pensione e i buoni postali fruttiferi con valore di rimborso inferiore a 5 mila euro.

. L'offerta di mutui sia a tasso fisso che variabile a Aprile 2016 si fa molto interessante. Grazie alla discesa mese su mese dei prezzi degli immobili nelle grandi città, ma soprattutto nei piccoli centri, e grazie ai tassi praticamente prossimi allo zero oggi accendere un mutuo è estremamente conveniente. In questa analisi abbiamo analizzato le migliori offerte proposte dai principali istituti.

Fisso o variabile? Questo è l'eterno dilemma... In breve in questa particolare fase storica chi ha la possibilità di aprire un mutuo da estinguere in 10 anni quasi sicuramente la scelta del tasso variabile può essere quella più azzeccata, infatti attualmente i tassi sono molto bassi e le prospettive per i prossimi anni non fanno intravedere una loro risalita e poi grazie alla portabilità è sempre possibile, qualora i tassi aumentino, ricontrattare il mutuo con la stessa banca o con un altro istituto al fine di ottenere una proposto di nuovo vantaggiosa.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il