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Pensioni uomini e donne dopo modifiche manovra Monti. Cosa cambia

Le pensioni della nuova Manovra Monti



Oggi alla Camera la fiducia alla Manovra Monti. Il nodo cruciale ancora una volta è stato quello delle pensioni. Dopo le varie modifiche al testo, ecco le ultime novità: rivalutazione per le pensioni fino a 1.400 euro, per il 2012 e 2013, dunque, le pensioni che avranno un'indicizzazione del 100% sono sotto 3 volte il minimo; contributo di solidarietà per le pensioni d'oro sale dal 10% (già previsto della manovra dello scorso anno) al 15%; si alleggerisce la penalizzazione per chi lascia il lavoro prima dei 62 anni, con una riduzione dell'assegno che scende dal 2% all'1%, mentre per ogni anno di anticipo ulteriore ai due anni la decurtazione è del 2%.

Anticipata a 64 anni l’età pensionabile per i lavoratori con un'anzianità contributiva di almeno 35 anni al 31 dicembre 2012, mentre le donne potranno andare in pensione di vecchiaia a 64 anni se al 31 dicembre 2012 avranno almeno 20 anni di contributi e 60 anni d'età. Aumentano poi i contributi per artigiani e commercianti, fino ad arrivare, nel 2018, al 24%.

Dal 2012 sarà esteso il sistema contributivo pro rata per tutti, compresi i politici, e spariranno pian piano le pensioni di anzianità. Con il sistema contributivo conterà di più l'età minima di accesso alla pensionamento e quindi si potrà lasciare il lavoro con questo requisito e 20 anni di contributi. Ovviamente in questo caso l'assegno risulterà basso.

Per le pensioni di anzianità, le uscite anticipate restano possibili solo con 42 anni di contribuzione per gli uomini, e 41 anni per le donne, con penalizzazione di tre punti l'anno della componente retributiva maturata prima del 1995 nei casi di pensionamento prima dei 62 anni di età. Prevista, infine, la soppressione dal prossimo anno del meccanismo delle finestre.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il