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Pensioni anzianità: regole, età e contributi per andare dopo cambi Manovra Monti

Quando lasciare il lavoro con le nuove pensioni di anzianità: i tempi



A partire dal 2012 le pensioni da 1.400 saranno regolarmente aggiornate secondo l'indice Istat dell'inflazione. Ma questo meccanismo varrà solo per 2012. Per maturare la pensione di anzianità, dal 2012 occorrono 42 anni e un mese per gli uomini e 41 anni e 1 mese per le donne, requisisti parametrati alle speranze di vita a partire dal 2013.

Tali requisiti verranno aumentati di un ulteriore mese per l'anno 2013 e di un ulteriore mese a decorrere dall'anno 2014. Ciò vuol dire che nel 2013, ad esempio, anno in cui si inizierà ad innalzare tutti i parametri anagrafici sulla base delle cosiddette speranze di vita, il minimo di contributi richiesto per il pensionamento anticipato sarà di 42 anni e 5 mesi per gli uomini e 41 anni e 5 mesi per le donne (42 o 41 anni e due mesi più i tre mesi di aumento per via delle speranze di vita).

Per incentivare, però, l’uscita dal lavoro più tardi, è stato anche studiato un sistema per cui chi chiede la pensione di anzianità prima dei 62 anni di età, avrà un assegno con una riduzione pari al 2% per ogni anno di anticipo, mentre saranno premiati coloro che decidono di andare in pensione più tardi.

Novità anche per gli ‘sfortunati del 1952’, che avrebbero raggiunto al 31 dicembre 2011 i requisiti per la pensione e che potranno lasciare ora a 64 anni invece che a 66 anni.

Prevista anche un’agevolazione per le lavoratrici del privato che prima del 31 dicembre 2012 avranno maturato 60 anni di età e 20 anni di contributi, che potranno lasciare al compimento dei 64 anni di età. Per tutte le altre, la riforma prevede che la soglia minima salga nel 2016 a 65 e 7 mesi (resta per tutte quella dei 62 anni nel 2012, e di 66 e sette mesi nel 2018).

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il