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Stipendi statali e dipendenti pubblici: cambiamenti con manovra Monti

Nuovo tetto per manager e consulenti pubblici: novità anche per gli statali?



La Manovra arriva oggi in Aula per la fiducia e mentre il presidente Napolitano invita tutti i cittadini italiani, anche i meno abbienti, a rimboccarsi le maniche per unire sforzi e sacrifici per salvare il Paese, si parla delle ultime modifiche previste: dalle pensioni, all’Imu, alle imposte di bollo su conti e prodotti finanziari, al capitolo tanto osteggiato delle liberalizzazioni.

E ancora, in ballo un contributo di solidarietà del 15% per le pensioni superiori ai 200 mila euro, le cosiddette pensioni d'oro, e un tetto agli stipendi di manager e consulenti pubblici, che sarà stabilito con decreto del presidente del Consiglio entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto Monti.

Sarà sottoposto a questo limite, come dice il testo, ‘chiunque riceva a carico delle finanze pubbliche emolumenti o retribuzioni nell'ambito di rapporti di lavoro dipendente o autonomo con pubbliche amministrazioni statali’.

Per quanto riguarda, invece il taglio alle indennità dei parlamentari, il tutto è rinviato e se ne occuperanno le Camere. Forti, ovviamente, le proteste nei confronti di questa misura che certo non segue il principio di equità professato da sempre da Monti.

E se i politici continuano a rimanere la casta ricca di privilegi, a rimetterci saranno ancora una volta gli statali. L'articolo 23 della manovra prevede, come sopra accennato, che il presidente del Consiglio fissi il trattamento economico annuo omnicomprensivo di chiunque riceva a carico delle finanze pubbliche emolumenti o retribuzioni, nell'ambito del settore statale.

In questa categoria rientrano, oltre ai più ricchi, persone come docenti universitari, magistrati, ma anche insegnanti, bidelli, uscieri, i cui stipendi potranno, dunque, essere ritoccati nonostante i contratti. Ciò di cui forse manca il testo è specificare che il tetto agli stipendi dovrebbe riguardare coloro che ricoprono doppi e tripli incarichi e dirigenti pubblici i cui stipendi lievitano in maniera prorompente. Si attendono chiarificazioni in merito.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il