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Ici Imu: come funziona prima, seconde terza casa. Detrazioni e rendite catastali

Quanto costerà agli italiani pagare l’Ici sulle proprie case



Tra le novità più importanti della Manovra Monti, spicca la nuova Ici che si chiamerà Imu e il provvedimento che riguarda la detrazione sulla prima casa che sale da 200 euro fino ad un massimo di 400 euro. L'aumento è di 50 euro nel caso di figli di età non superiore a 26 anni.

L'importo complessivo della detrazione non potrà superare i 600 euro, condizione limite di 8 figli. L’aliquota di base ella nuova imposta sarà dello 0,76% sulla rendita catastale, con una riduzione allo 0,4% per l’abitazione principale o affittata e i Comuni potranno aumentarla fino allo 0,2% in caso di abitazione principale o dello 0,3%.

Prevista anche la rivalutazione del 60% degli estimi catastali. La vera stangata sarà rappresentata dall’ici per gli immobili che non siano abitazione principale, cioè secondo e terze case, che aumenteranno del 75%, una stangata da centinaia di euro per un negozio e di migliaia per un capannone, che si affiancherà a quella sull'abitazione principale, che per decine di milioni di famiglie significherà una spesa da 100 a 400 euro in media.

Prendiamo, per esempio, in considerazione il caso di un proprietario con due figli che potrà usufruire di uno sconto di 300 euro sull'Imu, che si determina applicando l'aliquota del 4 per mille alla rendita catastale dell'unità immobiliare rivalutata del 5% e moltiplicata per 160.

Con questa detrazione, un appartamento con un valore catastale imponibile fino a 75.000 euro risulterà esente dall'Imu. Se poi il contribuente ha 4 figli l'imponibile catastale esentasse si attesterà a quota 100.000 euro e con l'esenzione massima di 600 euro (8 figli), non si pagherà nessuna Imu per immobili con un valore catastale imponibile fino a 150.000 euro.

Non pagherebbe nulla, per esempio, neanche una famiglia composta da una coppia con due 2 figli, che ha diritto a una detrazione totale di 300 euro se risiede in un appartamento medio a Bari ed accatastato nella categoria A/4 (tipo popolare) con valore catastale medio di 43.406 euro, dunque inferiore alla soglia di 75 mila euro, o a Bologna con la medesima categoria catastale, valore imponibile medio di 64.000 euro che scende  a 32.267 euro per le case censite nella categoria A/5 (tipo ultrapopolare). 

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il