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Pensioni autonomi e professionisti: cosa cambia con manovra Monti

Cosa cambia per le pensioni dei professionisti con la manovra Monti



Domani, lunedì 19, e martedì 20 il decreto della nuova Manovra Mondi sarà all’esame delle commissioni in Senato, ma non ci sarà margine per modifiche. La discussione in Aula inizierà il 21 dicembre; il voto finale sarà al massimo venerdì 23. Comunque, prima di Natale.

Tra le modifiche più importanti, niente Imu per famiglie con due figli su valori catastali fino a 75mila euro, e saranno salve, cioè avranno un'indicizzazione del 100%, le pensioni sotto 3 volte il minimo (circa  1400 euro), anche per il 2013.

Spariranno le quote (somma di età e anzianità), che regola fino a fine anno la pensione di anzianità, e alle finestre mobili, che allungano il pensionamento di un anno e 18 mesi per gli autonomi, immediato innalzamento a 66 anni dell'età di vecchiaia per le lavoratrici del settore autonomo, equiparate a regime agli uomini e alle colleghe che lavorano negli uffici pubblici; e aumenta anche l'anzianità minima per andare in pensione a prescindere dall'età: da 40 anni, uguali per tutti, si passa dal 2012 a 42 anni e un mese per gli uomini e 41 e un mese per le donne, senza distinzione fra le categorie di lavoratori.

Aumentano, inoltre, i contributi pensionistici per artigiani e commercianti. Per timore dell’incertezza di cosa effettivamente accadrà, aumentano le domande di pensionamento alle casse private. Si tratta di milioni di professionisti fra avvocati, architetti, medici, ingegneri, giornalisti, commercialisti, ragionieri, notai, farmacisti, infermieri, veterinari ecc.

Tutti in ‘fuga verso la pensione’, come li ha definiti Paola Muratorio, presidente dell’Inarcassa (ingegneri e architetti), che ha segnalato “oltre ad aumento sensibile delle domande di pensionamento anche un incremento delle domande di riscatto di laurea e di ricongiunzione, nonostante il Decreto Monti non abbia in effetti conseguenze dirette sui requisiti richiesti per il pensionamento e sulle regole di calcolo degli assegni, perché le casse sono, comunque, privatizzate, quindi fuori dal regime generale dell’Inps. Ciò che, però può mettere in allarme è la possibilità di un ulteriore prelievo dell’1% sulle pensioni in essere”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il