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Pensioni manovra Monti: lavoratori precoci e nati 1952-1956. Novità e cambiamenti in milleproroghe

Cosa cambia per le pensioni dei lavoratori classe 1952



Estensione del sistema contributivo pro rata per tutti i lavoratori, politici compresi, a partire da gennaio 2012, che porterà a dire definitivamente addio al retributivo; nuovo contributo di solidarietà del 15% sugli assegni d'oro per la parte eccedente i 200mila euro lordi annui e un contributo di solidarietà ad hoc (dallo 0,3% all'1% a seconda degli anni di contribuzione) sui fondi speciali Inps; aliquote contributive più alte per i lavoratori autonomi (commercianti e artigiani), che entro il 2018 arriveranno al 24%; e immediato innalzamento della soglia di vecchiaia, a 66 anni per gli uomini (a 67 nel 2012 al netto degli agganci alla speranza di vita), a 62 anni per le donne per poi arrivare progressivamente a 66 anni nel 2018.

Saranno esclusi da questa novità i lavoratori nati nel 1952 con 35 anni di contribuzione, che avrebbero maturato nel 2012 il diritto alla pensione in base alle regole in vigore prima della nuova riforma: loro, infatti, potranno uscire con 64 anni di età anagrafica.

Anche le lavoratrici private che entro il 31 dicembre 2012 avranno raggiunto i 60 anni di età e i 20 di contribuzione potranno andare in pensione con 64 anni di età anagrafica. Ma il Governo starebbe valutando la possibilità di attenuare ulteriormente le penalizzazioni nei confronti di chi chiede di ansare in pensione prima dei 62 anni, col metodo contributivo, con cui si attenuerebbe l'impatto dello ‘scalone’ (il salto tra vecchie e nuove regole pensionistiche).

L'ulteriore attenuazione delle penalizzazioni in favore dei lavoratori precoci (quelli che hanno cominciato a lavorare a 14-15 anni di età) è prevista da due ordini del giorni bipartisan approvati ieri dalla Camera prima del via libera al decreto sulla manovra.

Inoltre, le penalizzazioni per chi sceglie la pensione anticipata con 42 anni e 1 mese di contributi (41 anni e 1 mese per le donne) sono scese dal 2% all'1% l'anno per chi esce con 61 e 60 anni, mentre sono rimaste invariate per i pensionamenti con un'età ancora inferiore.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il