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Riforma lavoro: contratto unico con fine precariato e licenziamenti dopo Manovra finanziaria Monti

Il mondo del lavoro al centro del prossimo impegno del governo: le novità previste



Dopo le pensioni e la nuova Imu, il prossimo impegno del governo sarà nel mondo del lavoro. Per assistere al varo delle altre grandi riforme annunciate da Monti al momento del suo insediamento,  ammortizzatori sociali e mercato del lavoro, bisognerà, però, attendere.

Probabilmente, almeno la seconda metà di gennaio. Lo stesso Monti ha affermato che le misure finora varate rappresentano “un inizio di un percorso che proseguirà nelle prossime settimane con elementi più meditati ed organici”.

Per quanto riguarda la riforma del mercato del lavoro, si partirà dalla riforma degli ammortizzatori sociali per chi il lavoro lo ha perso, rischia di perderlo o lo perderà, per arrivare solo successivamente ad affrontare il nodo dei licenziamenti. In discussione, dunque, l’articolo 18.

Il governo si pone, inoltre, come obiettivo quello di inserire sempre più giovani nel mondo del lavoro, considerando che in Italia il tasso di disoccupazione giovanile è al 27,9%, ben superiore alla media ponderata dell'area Ocse (16,7%). Il premier è a lavoro su provvedimenti che prevedono maggiore flessibilità in uscita, sarà cioè più facile licenziare.

Nonostante critiche e polemiche intorno all’art.18, il ministro del Lavoro ha spiegato: “Penso che un ciclo di vita che è quello che permetta ai giovani di entrare nel mercato del lavoro con un contratto vero, non precario. Ma un contratto che riconosca che sei all’inizio della vita lavorativa e quindi hai bisogno di formazione, e dove parti con una retribuzione bassa che poi salirà in relazione alla produttività.

Vedrei bene un contratto unico, che includa le persone oggi escluse e che però forse non tuteli più al 100% il solito segmento iperprotetto”. Il segretario confederale della Cgil con delega sul mercato del lavoro, Fulvio Fammoni, sull'eventualità del contratto unico ha detto: “C’è bisogno di discutere di lavoro. Siamo disponibili a discutere di riforma del lavoro precario. Non siamo disponibili a discutere di articolo 18.

Qualcuno dimostri che con più libertà di licenziamento si fanno più assunzioni. E’ una palese bugia. Si sta lasciando a casa la gente a mani basse e qualcuno ci viene a spiegare che per risolvere i problemi ci vuole libertà di licenziamento. L’articolo 18 era l’ossessione dell’ex ministro del Lavoro che ha impedito qualsiasi riforma. Abbiamo il mercato più flessibile d’Europa. Ci servono sicurezze”.

C’è chi prevede che di mercato del lavoro si parlerà solo in primavera, quando si aprirà poi un altro nodo complicato: la trattativa sulla delega fiscale-previdenziale-assistenziale. Bisognerà trovare risparmi per 4 miliardi, altrimenti scatterà l’aumento dell’Iva, che il governo vorrebbe evitare.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il