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Pensioni: età e requisiti. Per chi non si applicano nuove regole Manovra Monti

I ‘salvati’ dalla nuova riforma pensioni di Monti



Le novità pensioni della Manovra ‘salva Italia’ di Monti scatteranno già da gennaio 2012, a partire dall’estensione del metodo contributivo pro rata a tutti a partire da gennaio 2012, anche per chi aveva cominciato a versare prima del 1978, ma fino al 2011 gli anni di lavoro saranno calcolati con il retributivo, per arrivare all’indicizzazione delle pensioni fino a 1.400 euro; previsto anche un aumento dei contributi a carico degli autonomi e un contributo di solidarietà dalle pensioni più ricche, inoltre, verrà elevata immediatamente l’età pensionabile delle donne lavoratrici del privato che andranno in pensione a 62 anni dal 2012 e a 66 entro il 2018 come gli uomini e non basteranno più 40 anni di lavoro, ma nel 2012 serviranno 41 anni per le donne e 42 per gli uomini.

Per quanto riguarda le pensioni di anzianità, saranno abolite le finestre mobili e i lavoratori dipendenti uomini andranno in pensione dal 2012 da 65 a 66 anni (66 anni e sei mesi per gli autonomi), di fatto assorbendo il prolungamento di un anno del pensionamento collegato alla finestra mobile introdotta un anno fa dal Governo Berlusconi.

A questa nuova soglia viene agganciato un sistema flessibile per il pensionamento: per le donne tra i 62 e i 70 anni, per gli uomini tra i 66 e i 70.  Scatterà poi per tutti il meccanismo di adeguamento alla speranza di vita che determina l'allungamento sia dei requisiti contributivi sia dell'età anagrafica. Verrà applicato per la prima volta nel 2013 (tre mesi in più su tutti i requisiti), poi ogni tre anni fino al 2019, dopo di che diventerà biennale.

Il sistema dell'adeguamento si applicherà anche ai soggetti esclusi dalle nuove norme (a esempio, chi è in mobilità oppure in prosecuzione volontaria). Non saranno soggetti alle nuove misure delle pensioni, coloro che maturano i requisiti attualmente in vigore entro il 31 dicembre 2011, i lavoratori in mobilità, alla data del 31 ottobre 2011, e quelli interessati ai cosiddetti piani di esubero (banche e assicurazioni, ecc.), anche se raggiungono i requisiti dopo la fine dell'anno in corso.

Esclusi anche gli ex lavoratori che sono stati autorizzati ai versamenti volontari entro il 31 ottobre 2011; i lavoratori che prima del 4 dicembre 2011 sono stati autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione; quelli titolari di prestazione straordinaria a carico dei fondi di solidarietà di settore e coloro per i quali è stato previsto entro il 4 dicembre 2011 il diritto di accesso ai fondi di solidarietà; e le donne con anzianità contributiva pari o superiore a 35 anni e un’età di almeno 57 anni per le dipendenti e 58 per le autonome che scelgono la liquidazione della pensione con il contributivo.

Per quanto riguarda, invece, le donne del settore privato che maturano entro il 31 dicembre 2012 un’anzianità contributiva di almeno 20 anni e un’età anagrafica di 60, potranno avere la pensione di vecchiaia con 64 anni di età.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il