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Economia 2011: tra manovra Monti e crisi europea

Il quadro economico sociale del Belpaese che si avvia alla ricrescita



L’Italia in questi ultimi mesi ha cambiato volto, fra l’ormai passata, discussa e tanto criticata era Berlusconi, e l’avvento del nuovo governo tecnico guidato da Mario Monti; fra crisi economica interna e crisi europea, in un quadro per niente entusiasmante, tutta’altro.

L’Italia sembra oggi lontana anni luce da quel periodo di splendore economico in cui versava forse decenni fa e l’avevano collocata sul tetto del mondo come Paese ricco, culla di cultura e civiltà.

Ora tutte le speranze di tornare a rivestire un ruolo primario in questo contesto sono state affidate al governo Monti, cosiddetto tecnico, perché affidato non a politici ma a professionisti dei loro settori, incaricati di riportare il Belpaese a splendere.

Il primo passo verso la ‘ricrescita’ è stato compiuto con la fiducia che la nuova Manovra Monti ha ottenuto in Senato giovedì scorso e che prevede una riforma pensioni che, pur avendo provocato non pochi malcontenti, entrerà in vigore dal prossimo gennaio 2012.

La riforma pensioni prevede innanzitutto estensione del sistema contributivo pro rata per tutti i lavoratori; innalzamento immediato dell’età pensionabile delle donne che sarà a deguato entro il 2018 a quello degli uomini a 66 anni; abolizione dell'anzianità e la soglia fissata a 41 e un mese per le donne e 42 anni e un mese per gli uomini al di sotto della quale non si potrà più lasciare il lavoro. I requisiti saranno adeguati alle aspettative di vita. Si allenta la penalizzazione per chi lascia il lavoro prima dei 62 anni, con una riduzione dell'assegno che scende dal 2% all'1%.

Per ogni anno di anticipo ulteriore ai due anni la decurtazione è del 2%. I lavoratori con un'anzianità contributiva di almeno 35 anni al 31 dicembre 2012 possono andare in pensione anticipata a 64 anni, mentre le donne potranno andare in pensione di vecchiaia a 64 anni se al 31 dicembre 2012 avranno almeno 20 anni di contributi e 60 anni d'età. Stabilito il blocco delle indicizzazioni per le pensioni sopra i 1.400 euro.

Novità previste per i cosiddetti lavoratori precoci, quelli che cioè hanno iniziato a lavorare a 15-16 anni, che saranno però introdotte nel decreto Milleproroghe di fine anno. Infine, previsto l’aumento per lavoratori autonomi dei contributi pensionistici che saliranno di 1,3 punti percentuali per il prossimo anno, e gli anni successivi di 0,45 punti, fino ad arrivare al 24%.

Novità anche per quanto riguarda le nuove tasse, dall’introduzione della nuova Ici, che si chiamerà Imu, e che peserà parecchio nelle tasche degli italiani, all’aumento di bollette di luce e gas, all’aumento dei prezzi carburanti, alle nuove imposte di bollo su conto correnti e altri strumenti finanziari, al contributo di solidarietà sulle pensioni d’oro, al probabile aumento dell’Iva, che dovrebbe salire dal 21 al 23% il prossimo ottobre.

Ciò che ci si chiede è se tutti questi sacrifici richiesti agli italiani, che talvolta avranno un effetto disastroso per qualche famiglia, serviranno effettivamente a risollevare le sorti di un Paese che fino a qualche tempo fa sembrava in discesa libera verso il disastro.

Per il momento le stime sull’andamento del Paese prospettano un 2012 di recessione, un tasso di disoccupazione che arriverà alle stelle e un calo del Pil dell’1,6%.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il