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Riforma del lavoro Monti: liberalizzazione, infrastrutture e tagli

I punti cruciali della fase due della Manovra Monti



Riforma del lavoro, liberalizzazioni, infrastrutture e giustizia-economia: questi i nuovi pacchetti di cui discuterà il governo Monti nei primi giorni del nuovo anno per dare il via alla cosiddetta ‘fase due’ del piano per la ricrescita dell’Italia. Punto cruciale è la riforma del mercato del lavoro, soprattutto sotto forma di revisione degli ammortizzatori, con la possibile modifica dell'articolo 18 che trova l'opposizione di sindacati e Pd, mentre per i tagli alla spesa e la cosiddetta spending review sarà necessario tutto il primo semestre del 2012.

Il premier Monti, nel suo discorso di insediamento, aveva assicurato che “non verranno modificati i rapporti di lavoro stabili in essere” e ha fatto riferimento ad un nuovo ordinamento, che prevederebbe lo spostamento del baricentro della contrattazione collettiva verso i luoghi di lavoro, il sostegno alle persone senza impiego volto a facilitarne il reinserimento nel mercato del lavoro, costruito sul modello della flexsecurity danese.

Ciò che insieme all’articolo 18 scatena poi le ire sono le liberalizzazioni degli ordini professionali che vedono già sul piede di guerra avvocati, architetti, giornalisti, notai e tutte le categorie di professionisti.

La diatriba è sull’abolizione delle tariffe professionali minime e sulle eventuali nuove discipline in materia di organizzazione degli Ordini professionali. Per quanto riguarda il primo punto, l’esecutivo potrà agire con un semplice regolamento di delegificazione abolendo tariffe e altre norme per ciascuna professione. Il pacchetto liberalizzazioni dovrebbe recuperare anche gli interventi su taxi, farmacie e farmaci di fascia C.

 Altro nodo sul tavolo del governo è il piano grandi opere anche con capitali privati, per rilanciare le infrastrutture. Su questo tema dovrebbe esserci un ulteriore sblocco di fondi e nuove disposizioni per facilitare il project financing e semplificare le procedure.

Secondo quanto annunciato dal ministro dello Sviluppo economico Passera si punterebbe a otto-nove grandi opere per il Sud, a misure per attrarre capitali privati sulle infrastrutture e a favorire la deburocratizzazione. In discussioni anche tagli dell'Irap per chi assume giovani e donne e l'introduzione dell'Ace (defiscalizzazione degli investimenti delle imprese).

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il