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Pensioni: pagamento in contanti. Limiti e nuove regole con Manovra Monti al via

Scatta il tetto al pagamento in contanti per le pensioni



Insieme al via al sistema contributivo per tutti scattato dal primo gennaio, è entrato in vigore anche il tetto per il pagamento in contanti per le pensioni. Chi avrà pensioni superiori ai 500 euro potrà ricevere in contante fino a 500 euro, mentre la parte restante dovrà transitare su canali alternativi di pagamento, come strumenti elettronici bancari o postali, comprese le carte prepagate.

Ma perché i soldi possano transitare maggiormente su canali alternativi, le Associazioni di categoria del commercio e degli esercenti nelle ultime settimane hanno chiesto un nuovo abbassamento delle commissioni bancarie sostenute per i pagamenti tramite bancomat e credit card (che arrivano anche al 2% delle somme passate attraverso i terminali Pos).

La novità scatterà dal 7 marzo e da allora non si potranno effettuare pagamenti in contante di importi superiori a 1.000 euro. I pensionati, dunque, dovranno segnalare entro febbraio la modalità per riscuotere la prestazione, scegliendo tra accredito in conto corrente (chi non ne dispone dovrà crearsene uno), libretto postale o carta ricaricabile.

Un'altra novità riguarderà il limite dell'aliquota contributiva massima che, in base alla manovra Salva Italia, si potrà applicare ad artigiani e commercianti. Il limite del 24% si applica esclusivamente ai titolari di qualunque età e ai coadiuvanti di età superiore ai 21 anni, e solo per la prima fascia di reddito (che per il 2011 arriva fino a circa 43mila euro), mentre per la seconda fascia (oltre 43mila euro) rimane in vigore l'aumento di un punto percentuale. Dal 2016, infine, si applicherà l'aliquota del 24,10%, che nel 2017 diventerà 24,55, per arrivare al 25% nel 2018.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il