Bot, Btp, Ctz 2012: consigli per investire

Investire oggi: su cosa è meglio puntare



Investire oggi non è di certo un'impresa semplice e scegliere fra le diverse alternative non è certo facile. La manovra del Governo ha tranquillizzato i risparmiatori che guardavano ai titoli di stato come strumento efficiente per investire i propri risparmi, il Btp-Day e il Bot-Day hanno registrato veri e propri boom, e così si torna a puntare su questi prodotti.

I Bot sono titoli di stato a breve termine, della durata di 3, 6 o 12 mesi al momento dell’emissione, non pagano cedole periodiche di interessi e il loro rendimento è dato dalla differenza tra il valore nominale comprato e rimborsato alla scadenza e il prezzo di acquisto.

I Btp, invece, sono titoli a tasso fisso che pagano delle cedole semestrali di importo costante. Il vantaggio dei Btp è quello di non subire oscillazioni nell’importo degli interessi costante sin dall’inizio. Emessi con una durata compresa tra 3 e i 30 anni, i Btp coprono tutte le necessità di investimento, ma sono più rischiosi degli altri titoli di stato. Ma in questa situazione di incertezza conviene sempre investire in Bot e Btp?

Secondo Angelo Drusiani, esperto di reddito fisso di Banca Albertini Syz, il Bot rappresenta comunque un investimento che dà sicurezza perché di durata non lunghissima e capace di offrire garanzie a investitori, grandi e piccoli. Secondo un’indagine del Corriere della Sera, invece, possono orientarsi ai Btp coloro che amano di più il rischio, e non hanno problemi di liquidità nel medio termine. In questo momento, infatti, essendo titoli a cedola fissa, sono una buona occasione perché non sono attesi rialzi.

Discorso diverso per i Ctz e i Cct che non beneficiano delle azioni di sostegno della Bce e sono, dunque, soggetti ad andamenti fortemente altalenanti. I Ctz sono titoli di Stato al portatore a breve termine con scadenze a 18 e 24 mesi destinati al mercato telematico in lotti di 1.500.000 euro.

Sono emessi ogni 15 giorni (metà e termine mese) ad un prezzo stabilito attraverso un asta della Banca d'Italia riservata agli operatori istituzionali nella quale viene stabilito il prezzo di emissione e rimborsati alla scadenza al valore nominale di 100. I Ctz non offrono cedole quindi l'utile è dato solo dalla differenza tra il prezzo di acquisto e quello di rimborso.

Chi sceglie un Ctz oggi ottiene un tasso decisamente buono per una scadenza biennale ma non è detto che rappresenti una scelte vincente. Sono, infatti, rischiosi giacchè possono risentire di possibili nuove tensioni sul debito che possono fanno salire i tassi e rendono meno appetibili il titolo acquistato. Per qualsiasi scelta si voglia, dunque, fare, meglio prestare sempre attenzione per non rischiare. 

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di Marianna Quatraro pubblicato il