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Conti deposito 2012 o Bot: consigli per la scelta migliore

Meglio orientarsi sui conti deposito: cosa offrono e cosa garantiscono



Chi decide di investire oggi, a prescindere dalle turbolenze dei mercati da considerare, dovrà necessariamente prestare attenzione particolare alle caratteristiche degli strumenti sui cui si orienta che, se pur classificati fra quelli destinati all'impiego di breve termine, seguono comunque andamenti altalenanti.

Con il 2012 iniziato all’insegna della crisi, c’è chi preferisce ‘mettere da parte’ la propria liquidità puntando su conti deposito o Bot. E, secondo i risultati di un’analisi condotta dal sole24Ore, sono i depositi vincolati ad aggiudicarsi in questo momento la sfida dei tassi (offrono fino al 4,85% lordo annuo) a condizione, però, che si ‘parcheggi’ il proprio denaro per un determinato periodo.

Se fino ad ora i conti deposito sono stati i più consigliati del 2011, perché capaci di offrire buoni rendimenti senza rischi e senza vincolare il proprio denaro per troppo, meglio ancora andrà, dunque, nel 2012, anche perché saranno soggetti ad alcune modifiche, che renderanno ancora più conveniente la loro rendita.

La nuova Manovra Monti ha previsto, infatti, un taglio della ritenuta fiscale sugli interessi maturati, e la riduzione dal 27% passerà al 20%. Anche il 2012, dunque, si apre con delle buone prospettive per i conti deposito che permettono ai loro titolari di avere alti rendimenti sulle somme depositate, soprattutto se vincolate per un certo periodo di tempo.

Per quanto riguarda poi l’imposta di bollo, che molto spesso è già a carico delle banche per i conti deposito, la manovra Monti non ha previsto per i conti deposito le novità previste per i conti correnti (nessun bollo per conti correnti sotto i 5000 euro, bollo invariato per giacenze superiori) e per tutti gli altri strumenti finanziari (bollo proporzionale agli importi depositati), per cui il costo del bollo dovrebbe rimanere di 34,2 euro.

Consigliati agli investitori anche i Bot, titoli di stato a breve termine, della durata di 3, 6 o 12 mesi al momento dell’emissione, che non pagano cedole periodiche di interessi e il loro rendimento è dato dalla differenza tra il valore nominale comprato e rimborsato alla scadenza e il prezzo di acquisto.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il