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Articolo 18 e licenziamenti: piano Governo Monti

La fase due della Manovra riparte dalla riforma del lavoro: novità e piani del governo



La riforma del mercato del lavoro è, insieme alle liberalizzazione, ciò che rappresenta la parte cruciale della cosiddetta ‘fase due’ della Manovra di Monti battezzata in questo caso ‘cresci Italia’ e che mira, come si capisce, a nuove misure di crescita e sviluppo.

L'Europa (dalla Commissione alla Banca centrale) ha chiesto all'Italia di cambiare le regole sui licenziamenti individuali e il premier, Mario Monti, ha ribadito: “Siamo stati chiamati per fare queste cose.

Dobbiamo farle anche senza l'accordo di tutti. Questo è il nostro compito altrimenti non ci avrebbero chiamati. Tra un anno ce ne andremo. E questa è pure la ragione per cui non possiamo accettare veti, né da parte della Cgil di Susanna Camusso, né da parte dei partiti che hanno dato il loro consenso al programma del governo tecnico voluto dal Capo dello Stato, Giorgio Napolitano. È una questione di credibilità.

Perché questo è il nostro problema centrale: il deficit di credibilità. Altrimenti lo spread non calerà mai”. Il governo ha deciso di incontrare separatamente le singole organizzazioni.

Il presidente Monti e il ministro Fornero puntano a chiudere rapidamente il capitolo del mercato del lavoro e formalmente, secondo i piani, l'articolo 18 dello Statuto (la legge 300 del 1970) non sarà toccato. Continuerà ad essere valido per i lavoratori ai quali (quelli delle imprese con più di quindici dipendenti) già si applica, ma per i nuovi assunti, per i disoccupati e per quanti lavoreranno per nuove aggregazioni aziendali cambierà tutto.

Probabilmente si prenderà in considerazione la proposta del contratto unico presentata dal senatore del Pd, Pietro Ichino, che prevede il licenziamento individuale possibile per motivi economici, tecnici o organizzativi ma al posto del reintegro nel posto di lavoro l'impresa dovrà corrispondere al lavoratore un'indennità economica decrescente nell'arco di un triennio durante il quale questi sarà impegnato in un piano di ricollocazione.

Intanto, il ministro del Lavoro Elsa Fornero ha avviato i confronti informali con i leader delle parti sociali sulla riforma del mercato del lavoro, a partire dall’incontro con Susanna Camusso, leader della Cgil che ha criticato il metodo degli incontri bilaterali separati, e che fino al momento dell'incontro a mantenuto alto il pressing sul governo per chiedere un confronto serio e onesto.

Per la Cgil si è trattato di ‘un incontro usuale, di carattere informale, per definire l'agenda di lavoro mentre ora è auspicabile il ritorno a modalità di confronto ordinarie e vere’.

La fase di incontri informali con le parti sociali, ha spiegato il ministero, proseguirà la prossima settimana con gli altri leader sindacali e con i rappresentanti delle imprese e al termine verrà definita l'agenda di temi e modalità per il confronto che porterà nei tempi brevi indicati dal Presidente del Consiglio Mario Monti al varo della riforma.


 
Autore

Marianna Quatraro

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il