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Carte di credito 2012 nello spesometro

Le regole del nuovo spesometro



Il nuovo governo Monti sembra essersi messo seriamente a lavoro per combattere l’evasione fiscale e, insieme alla tracciabilità dei contanti e ai controlli sui movimenti dei conti correnti, strumenti cruciali nelle attuali strategie di lotta all'evasione fiscale sono il redditometro e lo spesometro.

Il redditometro è lo strumento attraverso il quale il Fisco cerca di stimare il reddito presunto di un contribuente, sulla base delle spese che quest'ultimo ha effettuato, per poi convocarlo e chiedergli di giustificare lo scostamento tra spese effettuate e reddito dichiarato.

Lo spesometro, invece, ha lo scopo di controllare i pagamenti che superano una certa soglia. Tutti i soggetti con partita Iva devono obbligatoriamente comunicare via internet, all'Agenzia delle Entrate, qualsiasi incasso di importo pari o superiore a 3.000 euro (al netto dell’Iva) che viene fatturato, per i negozi il limite è di 3.600 euro, Iva compresa.

L’intento dello spesometro è quello di monitorare in maniera costante gli acquisti, anche quelli effettuati all’estero, e il volume d’affari realizzato dagli esercizi commerciali. Ciò significa che anche i gestori delle carte di credito avranno l’obbligo di fornire all’amministrazione finanziaria tutti i dati relativi ai movimenti di importo non inferiore ai 3.600 euro.

Considerando che la norma relativa allo spesometro si riferisce alle operazioni che sono rilevanti ai fini dell’Imposta sul Valore Aggiunto, nascono i problemi per le operazioni effettuate all’estero, e gli operatori finanziari potrebbero anche non avere le informazioni fondamentali per conoscere il regime effettivo dell’Iva.

Le spese che il Fisco controllerà non saranno quelle del 2012, ma si partirà con quelle effettuate nel secondo semestre dello scorso anno, per cui chi avrà usato con troppa facilità la propria carta di credito a dicembre potrebbe finire nel mirino dello spesometro.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il