Pensione: calcolo periodi con manovra Monti

Come calcolare la propria pensione con le nuove regole 2012 Monti



Abolizione del sistema delle quote, legate alla somma di età anagrafica e contributiva; pensioni di anzianità possibili solo con 42 anni di contribuzione per gli uomini e 41 anni per le donne; immediato aumento a 66 anni (67 anni nel 2022) della soglia di vecchiaia per gli uomini e a 62 per le donne, che dovrà rapidamente salire a 66 anni entro il 2018 e che per tutti i lavoratori sarà agganciata a un sistema flessibile fino a 70 anni di età; aliquote più alte per i lavoratori autonomi, che con ritocchi dello 0,3% l'anno saliranno al 22%; un contributo di solidarietà dallo 0,3% all'1% a seconda degli anni di contribuzione destinato a tutti gli aderenti ai fondi speciali Inps (piloti, dirigenti d'azienda, elettrici e via dicendo) e sistema contributivo per tutti: cambiano le pensioni degli italiani e cambia il loro sistema di calcolo.

Se con l’ormai ‘vecchio’ sistema retributivo, il lavoratore in pensione riceveva un importo pari all’80% di quanto percepito nell’ultimo periodo di vita lavorativa (10 anni), ora con il metodo contributivo, i lavoratori potranno usufruire di tutti i contributi versati durante l’attività lavorativa, sia di quelli versati dal lavoratore che quelli versati dalla società.

Tutti i contributi saranno poi successivamente rivalutati annualmente e moltiplicati per un montante contributivo, che tiene conto della possibilità di sopravvivenza in base all’età di pensionamento dell’individuo. Inoltre il metodo contributivo prevede anche incentivi e disincentivi in base all’età effettiva di pensionamento. on la nuova Manovra, saranno considerati validi ai fini della totalizzazione anche i contributi versati presso gestioni previdenziali diverse, che da soli non darebbero diritto alla pensione, e una volta totalizzati i singoli periodi, ciascuna gestione paga la quota di pensione a suo carico.

Il calcolo degli spezzoni contributivi avviene con il metodo contributivo, ad eccezione del caso in cui un lavoratore raggiunge con i contributi Inps il diritto autonomo alla pensione. In questo caso, i contributi Inps potranno essere valorizzati anche con il metodo retributivo o misto.

La riforma non ha invece toccato un altro istituto che, come la totalizzazione, risulta particolarmente utile a chi ha carriere lavorative discontinue o, comunque, caratterizzate da esperienze lavorative diverse, cioè la ricongiunzione.

Questa permette al lavoratore di far fruttare tutti i contributi previdenziali versati nel corso della vita lavorativa, nell'ipotesi in cui lavoratore abbia accrediti in gestioni previdenziali diverse.

In questo caso, i periodi coperti da contribuzione, una volta ricongiunti, vengono trasferiti presso l'ente previdenziale di destinazione e sono utilizzati come se fossero sempre stati versati presso di esso, per cui la pensione verrà liquidata calcolando tali periodi.

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di Marianna Quatraro pubblicato il