BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni: calcolo con metodo contributivo dal 1 gennaio 2012

Le nuove regole sulle pensioni in vigore dal primo gennaio: cosa prevedono



E’ la riforma pensioni una delle prime novità ad essere entrata in vigore a partire dal primo gennaio 2012 insieme alle altre misure stabilite dalla prima fase della Manovra Monti, quella battezzata ‘salva Italia’, cui farà seguito una ‘fase due’, la cosiddetta ‘cresci Italia’, volta a definire misure per la crescita e lo sviluppo.

Tornando alle pensioni, da gennaio 2012 è entrata l’estensione del sistema contributivo pro rata per tutti, insieme all’abolizione del sistema delle quote, legate alla somma di età anagrafica e contributiva, alle pensioni di anzianità per cui le uscite anticipate saranno possibili solo con 42 anni di contribuzione per gli uomini e 41 anni per le donne, all’immediato aumento a 66 anni (67 anni nel 2022) della soglia di vecchiaia per gli uomini e a 62 per le donne, che salirà a 66 anni entro il 2018 e che per tutti i lavoratori sarà agganciata a un sistema flessibile fino a 70 anni di età; aumenteranno, inoltre, progressivamente le aliquote dei lavoratori autonomi, che con ritocchi dello 0,3% l'anno saliranno al 22%.

Il nuovo sistema contributivo per tutti garantisce trattamenti più equi per tutti nonostante sia meno vantaggioso del retributivo perché offre un importo inferiore.

Se il periodo del retributivo per la determinazione dell’importo da percepire riguardava in genere gli ultimi 10 anni di vita lavorativa, per cui alla fine il l’importo della pensione poteva essere pari all’80% di quanto percepito nell’ultimo periodo, il metodo contributivo, invece, permette ai lavoratori di usufruire di tutti i contributi versati durante l’attività lavorativa, sia di quelli versati dal lavoratore che quelli versati dalla società.

I contributi vengono poi rivalutati annualmente e moltiplicati per un montante contributivo, che considera la possibilità di sopravvivenza in base all’età di pensionamento dell’individuo.

Previste, inoltre, penalizzazioni per chi va in pensione prima dei 62 anni, per cui sarà previsto un taglio dell'1% sulla quota calcolata con il retributivo per gli ultimi due anni antecedenti ai 62, e del 2% sugli anni ulteriori di anticipo. Incentivi previsti, invece, per chi lascia più tardi.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il