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Controlli contro evasione fiscale 2012: movimenti conti correnti, spesometro, redditometro

Il governo Monti contro l’evasione fiscale: strumenti e mezzi



“Nessuna pietà verso gli evasori, spareremo ad alzo zero”: il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Antonio Catricalà, ospite ieri sera a Porta a Porta, ha ribadito il messaggio più volte ripetuto nei giorni scorsi, sottolineando che si tratta di un obiettivo primario del governo, perché “chi evade in un momento come questo tradisce la Patria.

Anzi, dobbiamo stringerci intorno ai controllori che combattono gli evasori”. Catricalà accenna anche alla questione del concordato con la Svizzera: “Se serve farlo lo faremo ma non vogliamo dare l'idea che questo governo faccia condoni”.

Secondo quanto detto da Catricalà, il provvedimento del governo che si occuperà delle liberalizzazioni sarà un decreto, pronto prima del 20 e riguarderà tutti i settori. Catricalà ha parlato di un intervento che riguarderà energia, assicurazioni, trasporti, farmacie, notai e acqua.

E spazio poi alla lotta contro l’evasione fiscale, uno dei cardini della riforma Monti. Secondo l’Agenzia delle Entrate il valore dell’evasione fiscale in Italia è pari a 125 miliardi di euro, quattro volte quello della finanziaria pensata dal governo Monti.

Il sistema italiano ha dunque in sé le potenzialità per salvarsi da solo, ma l’abitudine a evadere, rilevata in ampie parti del tessuto sociale da una recente indagine dei tecnici del ministero dell’Economia, costringe il Paese a vivere in costante emergenza.

E così dal redditometro allo spesometro alla tracciabilità dei movimenti sui conti correnti, il nuovo governo si propone di riportare nelle casse dello Stato tutti i soldi evasi. L’operazione a Cortina ne è stato un esempio.

La prima novità è quella di aver imposto a banche e operatori finanziari l'obbligo di comunicare periodicamente all'anagrafe tributaria i movimenti dei conti correnti; c'è poi la stretta sulla tracciabilità, per cui non si potranno utilizzare contanti per pagamenti pari o superiori a 1.000 euro ed entro il prossimo 31 marzo i libretti di deposito bancari o postali al portatore, con saldo superiore a 1.000 euro, dovranno essere estinti.

Spazio poi a redditometro e spesometro, per confrontare i redditi dichiarati dal contribuente con il tenore di vita condotto in riferimento alle spese contenute.

Grazie al redditometro, che sarà presentato ufficialmente nelle prossime settimane, il Fisco cerca di stimare il reddito presunto di un contribuente, sulla base delle spese che quest'ultimo ha effettuato, per poi convocarlo, in caso di non congruità, e chiedergli di giustificare lo scostamento tra spese effettuate e reddito dichiarato.

In questo caso scatterà il cosiddetto accertamento sintetico: il Fisco presume sulla base del tenore di vita del contribuente quale può essere il reddito congruo e toccherà al contribuente dimostrare che può permettersi le spese che effettua.

Il redditometro prevede 100 tipologie di entrata e di uscita, suddivise in sette macrocategorie: l'abitazione, i mezzi di trasporto, le assicurazioni e i contributi previdenziali, le spese per l'istruzione, le attività sportive e ricreative e per la cura delle persone.

Lo spesometro, invece, ha lo scopo di controllare i pagamenti che superano una certa soglia. Tutti i soggetti con partita Iva devono obbligatoriamente comunicare via internet, all'Agenzia delle Entrate, qualsiasi incasso di importo pari o superiore a 3.000 euro (al netto dell’Iva) che viene fatturato, per i negozi il limite è di 3.600 euro, Iva compresa. Lo spesometro dovrà monitorare in maniera costante gli acquisti, anche quelli effettuati all’estero, e il volume d’affari realizzato dagli esercizi commerciali.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il