Prestiti personali online: siti web non regolari

Credito al consumo: irregolarità dei prestiti sul web



Se è vero che nel 2011 sono calate le richieste dei prestiti personali che, nonostante la necessità di liquidità da parte delle famiglie italiane, intimoriscono soprattutto per i tassi applicati che potrebbero pesare come scure sui clienti, è anche vero che ben il 70% dei siti web di credito al consumo è risultato irregolare, poco chiaro e privo di importanti informazioni: questo è quanto emerge da un’indagine dell’Unione Europea che ha mostrato i dati di 29 paesi e rivelato un quadro particolarmente negativo che grava soprattutto sui consumatori.

Dei 562 siti controllati, ben il 70%, cioè 393, avrebbero violato le regole europee sulla protezione dei consumatori. In Italia la percentuale è 12 siti irregolari su 15 controllati. Non va meglio in Spagna, Cipro e Malta, con la totalità dei siti bocciati, Finlandia (80%) e Belgio (95%), mentre la situazione è positiva in Bulgaria, Islanda e Slovenia. Francia e Portogallo.

John Dalli, commissario UE per i consumatori, ha spiegato che “Quando si chiede un credito, può succedere che alla fine costi più di quanto preventivato inizialmente, a causa dell’imprecisione o addirittura delle mancanza di informazioni importanti da fornire prima di stipulare il contratto”.

E punta l’attenzione sui problemi più diffusi, dalla carenza di informazioni essenziali come il tasso annuo effettivo nella pubblicità (46% dei siti presi in esame), all’omissione volontaria di dati fondamentali (43%), alla presentazione fuorviante dei costi e nessun obbligo di un’assicurazione aggiuntiva (20%).

Deve diventare compito prioritario degli organi europei competenti portare i singoli stati membri a intensificare il controllo sull’attività dei siti operanti nel proprio territorio in modo da non creare più problemi ai consumatori e garantir loro maggiore trasparenza.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il