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Pensioni 2012: calcolo età e assegno con sistema contributivo

Cosa cambia per le pensioni con il sistema contributivo e le nuove regole da gennaio 2012



Sistema contributivo pro rata per tutti, abolizione del sistema delle quote, legate alla somma di età anagrafica e contributiva, per le pensioni di anzianità, per cui le uscite anticipate restano possibili solo con 42 anni di contribuzione per gli uomini e 41 anni per le donne, immediato aumento a 66 anni (67 anni nel 2022) della soglia di vecchiaia per gli uomini e a 62 per le donne, che dovrà rapidamente salire a 66 anni entro il 2018 e che per tutti i lavoratori sarà agganciata a un sistema flessibile fino a 70 anni di età.

Previsto anche lo stop ai trattamenti privilegiati e un contributo di solidarietà (dallo 0,3% all'1% a seconda degli anni di contribuzione) e saliranno progressivamente le aliquote dei lavoratori autonomi, che con ritocchi dello 0,3% l'anno saliranno al 22%: queste le novità pensioni entrate in vigore a partire dal primo gennaio 2012 e che poteranno cambiamenti negli assegni finali e nelle età che coloro che sono pronti alla pensioni dovranno raggiungere.

Il primo obiettivo delle nuove regole della manovra è quello di unificare l'età di uscita dal lavoro che arriverà ad essere per tutti di 67 anni nel 2020, ad eccezione delle persone che hanno lavorato oltre 41-42 anni (pensione anticipata) o che hanno svolto lavori usuranti.

Per quanto riguarda le pensioni di anzianità, non si potrà più andare in pensione col sistema delle quote, e introducendo la pensione anticipata, si potrà andare in pensione prima dell'età di vecchiaia solo se si superano i 41 anni e un mese di contributi (per le donne) e i 42 anni e 1 mese (per gli uomini). Il requisito è destinato a crescere di un mese nel 2013 e nel 2014 ed aumenterà con l’adeguamento alla speranza di vita.

Per chi, però, decide di lasciare prima dei 62 anni subirà penalizzazioni nell’assegno mensile la cui quota calcolata sui contributi accumulati entro il 2011 sarà tagliata dell'1% l'anno. Peggio se si decide di lasciare prima dei 60 anni, quando il taglio sarà del 2%.

Se con il sistema retributivo, il lavoratore in pensione riceveva un importo pari all’80% di quanto percepito nell’ultimo periodo di vita lavorativa (10 anni), ora con il metodo contributivo, i lavoratori potranno usufruire di tutti i contributi versati durante l’attività lavorativa, sia di quelli versati dal lavoratore che quelli versati dalla società.

Tutti i contributi vengono poi successivamente rivalutati annualmente e moltiplicati per un montante contributivo, che considera anche la possibilità di sopravvivenza in base all’età di pensionamento dell’individuo. Inoltre il metodo contributivo prevede anche incentivi e disincentivi in base all’età effettiva di pensionamento.

Le novità pensioni non varranno per quei soggetti che maturano i requisiti (di oggi) entro il 31 dicembre 2011 e i lavoratori in mobilità, alla data del 31 ottobre 2011, e quelli interessati ai cosiddetti piani di esubero e gli ex lavoratori che sono stati autorizzati ai versamenti volontari entro il 31 ottobre 2011. 

Per quanto riguarda gli effetti dei nuovi calcoli sulle pensioni, secondo le stime, l'introduzione del sistema di calcolo contributivo pro-rata, porterebbe un perdita che potrebbe arrivare al massimo al 2-3% e le stime parlano di una riduzione dell'assegno finale intorno ad un punto percentuale per ogni anno di contributivo.

Autore:

Marianna Quatraro

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Autore: Marianna Quatraro
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