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Liberalizzazioni professioni: fine delle tariffe. Avvocati pronti allo sciopero come i taxi

8 e 9 febbario avvocati in sciopero: contro le liberalizzazioni



Dopo i tassisti gli avvocati: è in programma i prossimi 8 e 9 febbraio lo sciopero degli avvocati italiani, sul piede di guerra contro le misure annunciate dal governo in materia di liberalizzazioni, che riguardano l'esercizio della professione forense. Il 24 gennaio a Roma si terrà una manifestazione con le toghe in piazza, inoltre, gli avvocati hanno deciso di disertare le cerimonie di inaugurazione dell'anno giudiziario il prossimo 28 gennaio.

Ad annunciarlo il presidente del Consiglio Nazionale Forense, Guido Alpa. “L’avvocatura italiana non può subire una trasformazione genetica, in peggio, quale quella che si prospetta con il dl sulle liberalizzazioni, senza far sentire la propria voce”: così l’Unione Camere Penali Italiane si dichiara pronta alla mobilitazione contro le annunciate misure del governo.

Secondo l’Unione, la politica deve essere consapevole che non è certo questione di lobbies ma si tratta della sopravvivenza di una professione liberale che garantisce l'equilibrio del rapporto tra i cittadini e soprattutto quello tra i cittadini ed il Potere. Le nuove misure di liberalizzazione prevedono l’abolizione delle tariffe minime (già abolite in gran parte nel 2006) e l'apertura alle società di professionisti per una concorrenza reale.

Spazio, poi, alla separazione tra funzioni amministrative e disciplinari, perchè, secondo l'Authority, il doppio ruolo che i professionisti-giudici dei colleghi nei procedimenti deontologici hanno, potrebbe portare al rischio di uso distorto del potere sanzionatorio esercitato in doppia veste potrebbe originare un conflitto di interessi.

Ma il presidente del Consiglio nazionale forense Alpa rivendica con forza che gli avvocati puntano su competenza e qualità, poiché i diritti dei cittadini sono troppo importanti per essere affidati a chi non ha sufficiente scienza e coscienza, per cui abolire le tariffe significherebbe non garantir loro i giusti trattamenti dovuti per un lavoro puntuale.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il