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Aziende e informatica in Italia: previsioni 2012

Come crescono aziende e Pmi italiane: strumenti e previsioni



Mentre una delle più importanti aziende informatiche di Italia, la I&T Group, ha deciso di trasferire da Lecce a Trento la sede legale della sua società più importante, la I&T Servizi, una scelta che darà impulso all'occupazione locale, sono stimate, infatti, 100 assunzioni tra il 2012 ed il 2013 e le figure d'interesse sono ingegneri informatici, programmatori e tecnici, si discute della situazione delle aziende e del ruolo dell’informatica in esse.

Per capire la situazione italiana, e farne qualche previsione, non occorre alcun dato formale e preciso perché l’arretratezza delle aziende italiane in ambito informatico è piuttosto evidente e le previsioni per questo 2012 non sono ancora troppo rosee.

Ciò su cui si punta per lo sviluppo della competitività delle aziende italiane è il cloud computing, soluzioni che stanno crescendo e diffondendosi ma ancora destano qualche dubbio, soprattutto nelle Pmi italiane che, nonostante la propensione all’investimento sono per la maggior parte ferme.

Colpa della poca conoscenza dei meccanismi di funzionamento del cloud. In generale, comunque, secondo un’indagine di Cisco il traffico di rete generato dal cloud aumenta a livello mondiale del 66% ogni anno e le stime per il 2012 prevedono una spesa per il cloud computing di 42 miliardi di dollari contro i 16 dello scorso anno.

Non va però così bene per altri settori: secondo gli ultimi dati di Assinform, infatti, si è registrato un calo del mercato aggregato delle telecomunicazioni (apparati, terminali e servizi) compreso tra l’1,5 e il 4,1%; mentre per l’It nel suo complesso (hardware software, assistenza e servizi) il calo atteso è più contenuto, tra l’1,2% e il 2,8%.

Tornando all’ambito aziendale, ci si aspetta un passo deciso verso la de-materializzazione dei documenti e ci si aspetta in proposito una più incisiva azione del governo nel varare decreti attuativi che impongano l’utilizzo della fattura elettronica nei confronti della Pa.

Un provvedimento decisivo che dovrebbe dare il via allo sviluppo di un’area di business che consentirebbe di ottenere grandi risparmi per le aziende. Infine, la tecnologia integrata in azienda prevederebbe, per esempio, l’ingresso di novità come l’iPad 3 o il nuovo Kindle Fire per dipendenti e dirigenti e per rendere le loro comunicazioni più agevoli e semplici.

Risulta, infatti, che le Pmi guardano ai nuovi tablet con interesse: il 28% ne ha già comprati, il 7% ha dichiarato di volerli introdurre nel 2012. La rilevazione si riferisce ad un campione di 368 aziende, di cui 261 pmi tra i 10 e i 249 addetti, all’interno dell’Osservatorio Unified Communication & Collaboration del Politecnico, secondo cui i tablet sono una componente importantissima nelle comunicazioni evolute, più fruibili e capillari.

 La videoconferenza e i meeting in mobilità sono, infatti, tra le applicazioni più utilizzate. L’uso dei tablet permette, oltre a video-conferenze, la condivisione di file e l’uso di applicazioni gratuite per collegare il tablet a una rete di device, come a stazioni di videoconferenza e telefoniche: di Polycom, Cisco e Microsoft, per esempio.

Inoltre, insieme alla lettura della mail dal dispositivo mobile, dagli ultimi dati del Politecnico, emerge il crescente uso di strumenti di instant messaging (30% dei casi), come  Skype o i sistemi di messaging integrati nel terminale mobile; di collaboration (24%; al solito le Pmi usano servizi consumer per condividere file ed informazioni) e di conferencing (17%).

Grazie a questi passi avanti, l’Osservatorio ICT- School of Management, vede l’inizio di una svolta, attraverso le comunicazioni unificate mobili nelle aziende italiane, anche nelle Pmi, ma ne evidenzia anche i limiti: quello che, infatti, manca nelle aziende e soprattutto nelle Pmi è un utilizzo consapevole delle comunicazioni unificate in mobilità. Mancano cioè applicazioni integrate con gli strumenti business aziendali.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il