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Redditi professionisti 2011-2012 oggetto delle liberalizzazioni decreto Monti

Riflettori puntati sugli studi di settore: i redditi medi dei professionisti



Taxisti, farmacisti, notai, professionisti, baristi, bagnini, benzinai: saranno loro le categorie maggiormente colpite dal nuovo decreto liberalizzazioni che, secondo quanto annunciato, dovrebbe essere pronto entro il 20 gennaio.

Ma le categorie sono sul piede di guerra e dopo lo sciopero di qualche giorno fa indetto dai taxista a Roma e Milano, che hanno creato non pochi disagi nei trasporti, anche gli avvocati sono pronti a scioperare, l’8 e il 9 febbraio, contro le nuove misure previste dal governo. Sembra non ci sia una via di scampo: il no netto alle liberalizzazioni sembra essere piuttosto chiaro.

Eppure i redditi dei professionisti, fatta eccezione per farmacisti e notai, che all’anno rispettivamente guadagnano in media 100.000 e 300.000 euro, non sono poi così alti.

Il Dipartimento delle Finanze del ministero dell'Economia punta i riflettori sui guadagni legati alle attività degli studi di settore e dai dati emerge una lunga schiera di autonomi e professionisti che dichiara meno di operai e impiegati.

Secondo i dati emersi, i tassisti hanno un reddito medio annuo di 14.200 euro, gli esercenti degli stabilimenti balneari di 13.600 euro, i baristi di 15.800, gli orafi di 12.300, i pasticceri dichiarano 19.000 euro di reddito, mentre per gli istituti di bellezza il reddito medio è di appena 5.300 euro l'anno. Per esercizi alberghieri e affittacamere si registra un reddito di soli 11.900 euro, mentre tintorie lavanderie avrebbero un giro d'affari mediamente pari a 8.800 euro; sotto i 18.000 euro il reddito di giocattolai (11.900 euro l'anno), autosaloni (12.000 euro), giornalai (18.000), fiorai (12.000 euro).

Tra i professionisti si registrano redditi di impresa mediamente più alti: per esempio, per gli avvocati 58.200 euro l'anno, per gli architetti 30.500, e per gli studi medici 68.300.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il