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Redditometro 2012: funzionamento

Come funziona il redditometro 2012: le spese interessate



Il governo Monti punta seriamente a combattere l’evasione fiscale in Italia e le prime misure adottate, insieme ai primi controlli sul territorio, ne sono un esempio quelli svolti a Cortina D’Ampezzo, Roma, Portofino, testimoniano il forte impegno. Dalla tracciabilità sull’uso dei contanti, a Serpico, ai nuovi spesometro e redditometro, sono diverse le novità del 2012 contro l'evasione fiscale insieme ai controlli dei movimenti bancari e conti correnti.

Il redditometro è lo strumento attraverso il quale il Fisco cerca di stimare il reddito presunto di un contribuente, sulla base delle spese che quest'ultimo ha effettuato, per poi convocarlo e chiedergli di giustificare lo scostamento tra spese effettuate e reddito dichiarato.

Il redditometro prevede 100 tipologie di entrata e di uscita, suddivise in sette macrocategorie: l'abitazione (entrano nel computo le spese per le utenze, il mutuo e l'affitto) i mezzi di trasporto, le assicurazioni e i contributi previdenziali, ma anche le spese per l'istruzione, le attività sportive e ricreative (come la palestra e la pay tv) e per la cura delle persone, gli investimenti immobiliari e finanziari (sia gli acquisti sia le dismissioni).

Sul fronte delle assicurazioni e dei contributi previdenziali, entrano nel redditometro le assicurazioni vita, danni, malattia, responsabilità civile, incendio e furto, ma anche i contributi obbligatori, volontari e la previdenza complementare. Il redditometro sarà applicato esclusivamente alle persone fisiche, come professionisti, commercianti, artigiani, imprenditori individuali, dipendenti e pensionati, mentre non coinvolge alcun tipo di azienda.

Il Fisco interviene se lo scostamento calcolato tra le spese sostenute da un contribuente e la relativa dichiarazione dei redditi è superiore al 20%. Le spese significative nel mirino del fisco rigurderanno gli oggetti d'arte, i gioielli e i preziosi, ma anche le donazioni a onlus e simili e gli assegni corrisposti al coniuge.

C’è poi lo spesometro che, invece, controlla i pagamenti che superano una certa soglia. Tutti i soggetti con partita Iva devono obbligatoriamente comunicare via internet, all'Agenzia delle Entrate, qualsiasi incasso di importo pari o superiore a 3.000 euro (al netto dell’Iva) che viene fatturato, per i negozi il limite è di 3.600 euro, Iva compresa.

L’intento dello spesometro è quello di monitorare in maniera costante gli acquisti, anche quelli effettuati all’estero, e il volume d’affari realizzato dagli esercizi commerciali. Ciò significa che anche i gestori delle carte di credito avranno l’obbligo di fornire all’amministrazione finanziaria tutti i dati relativi ai movimenti di importo non inferiore ai 3.600 euro.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il