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Liberalizzazioni benzina, farmacie, notai, taxi: novità e scioperi

Nuovi scioperi tassisti e benzinai: le proteste contro il pacchetto liberalizzazioni



Si dicono pronti allo sciopero a oltranza e che, se necessario, bloccheranno ancora Roma e l'Italia: i tassisti di tutta Italia si sono presentati in migliaia a Roma per l'incontro tra i sindacati e il governo. Una tensione, quella della categoria delle auto bianche, sfociata dopo giorni di proteste, in insulti culminati ieri mattina anche in calci alle auto dei colleghi romani al lavoro al Circo Massimo, all'Eur, alla stazione Termini e all'aeroporto di Fiumicino.

La protesta di ieri dei tassisti contro le liberalizzazioni si è concentrata al Circo Massimo per poi riversarsi su via del Corso e arrivare a Palazzo Chigi al grido di: ‘Blocchiamo Roma’. I tassisti sono disposti a discutere sulla flessibilità dei turni, sempre decisi dai comuni, se tutti soggetti del trasporto pubblico locale siederanno intorno allo stesso tavolo.

Il segretario nazionale di Unica-Cgil, Nicola Di Giacobbe, ha spiegato “Da parte nostra massima disponibilità ad aumentare e migliorare il servizio all'interno di un tavolo dove ognuno faccia la propria parte, dai comuni, alle aziende di linea, ai tassisti”.

La ‘patata bollente’ passa così dalle mani del governo a quelle dei Comuni e resta confermato lo sciopero del 23 gennaio. Confermate nel pacchetto liberalizzazioni le misure per farmacie, avvocati, notai, professionisti in generale, anche se non si escludono modifiche dell’ultimo momento; in discussione ancora la separazione della rete gas dall’Eni e il ministro Passera conferma che a breve il ministero dello Sviluppo comunicherà le modalità che intende seguire per l’asta delle frequenze,; mentre non ci sarà alcuna separazione fra Poste Italiane e Bancoposta. Tramontata anche la separazione della rete ferroviaria dalle Fs.

Fuori dal pacchetto, secondo quanto annunciato dal il direttore nazionale di Faib Confesercenti, Gaetano Pergamo, il superamento del vincolo di esclusiva a favore dei gestori dei distributori di benzina, così come la possibilità di vendita del 30% degli impianti detenuti da parte delle compagnie.

Secondo Pergamo “È evidente che sono in corso contromanovre per depotenziare la riforma carburanti come il governo l'aveva pensata, stando almeno alle indiscrezioni”. Così, anche FIGISC, la federazione che riunisce i gestori delle stazioni di servizio, e ANISA (Associazione Nazionale Imprese Servizi Autostradali), hanno proclamato uno sciopero di sette giorni per protestare contro le liberalizzazioni contenute nella bozza della riforma allo studio del governo. Non sono ancora chiare le modalità dello sciopero, che verranno decise nei prossimi giorni.

Secondo la FIGISC, il pacchetto liberalizzazioni rappresenta una riforma inutile, perchè non produrrà risultati sui prezzi (prezzi sui quali si è già fatto abbastanza, in peggio, per aggravare il problema), ma sicuramente porterà ad una rapida estinzione della categoria dei gestori. Sul piede di guerra anche avvocati e farmacisti.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il