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Contratto Unico: novità e regole riforma lavoro Monti-Fornero

Nasce il Cui, contratto unico di ingresso. Come funziona



Per dare nuovo impulso alla crescita e alla economia d’Italia, il governo Monti riparte da liberalizzazioni e mercato del lavoro. Pronta, oltre alla bozza delle liberalizzazioni, anche la proposta del governo per ridurre la frammentazione dei contratti e far andare di pari passo la riforma del mercato del lavoro con quella degli ammortizzatori sociali, come ha annunciato il premier Monti.

Si tratta della strada giusta per dare il via libera al contratto unico di apprendistato e all'introduzione del reddito di disoccupazione, le due strade della riforma Fornero. Questo piano è stato pensato per garantire una maggiore mobilità che protegga il lavoratore, per favorire l'occupazione giovanile e renderla meno precaria.

La riforma non tocca l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori ma ne limiterebbe l'efficacia in alcune fasi della vita lavorativa dei dipendenti. L'idea del Contratto Unico è quella di sostituire con un unico contratto gli attuali 48 censiti dall'Istat.

E' la frammentazione che penalizza soprattutto donne e giovani e che porta il salario medio lordo di un lavoratore italiano il 32% sotto la media dei Paesi dell'area euro, per questo nascerà il Cui, contratto unico di ingresso che sarà diviso in due fasi. La prima sarà di ingresso, che potrà durare, a seconda dei tipi di lavoro, fino a tre anni; e la seconda sarà di stabilità, in cui il lavoratore godrà di tutte le tutele che oggi sono riservate ai contratti a tempo indeterminato.

Durante la fase di ingresso, in caso di licenziamento con motivazioni che non siano di tipo disciplinare (giusta causa), il datore di lavoro non sarà obbligato a reintegrare il dipendente ma potrà risarcirlo pagando una specie di penale pari alla paga di cinque giorni lavorativi per ogni mese lavorato. In caso di una fase di ingresso di tre anni, il licenziamento dovrà essere risarcito con sei mesi di mensilità.

La riforma lavoro prevede anche la novità di un tetto ai contratti a progetto e di lavoro autonomo continuativo che rappresentino più di due terzi del reddito di un lavoratore con la stessa azienda. Se questi contratti avranno una paga annua lorda inferiore ai 30 mila euro, saranno trasformati automaticamente in Cui.

La riforma dovrebbe anche prevedere l'introduzione di un salario minimo legale stabilito da un accordo tra le parti sociali. Il reddito minimo di disoccupazione è una misura che già esiste in molti Paesi ora anche al vaglio del governo italiano.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il