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Liberalizzazioni professionisti e tariffe in decreto Monti: novità e cambiamenti

Tariffe e preventivi: cosa cambia per i professionisti col decreto liberalizzazioni



Le novità della Manovra Monti punteranno ad eliminare le tariffe minime e l’eliminazione degli ultimi vincoli sulle tariffe minime (già abolite in gran parte nel 2006) e l'apertura alle società di professionisti garantirebbe una concorrenza reale. Sbloccato anche il mercato della formazione professionale.

Spazio, poi, alla separazione tra funzioni amministrative e disciplinari, perchè, secondo l'Authority, il doppio ruolo che i professionisti-giudici dei colleghi nei procedimenti deontologici hanno, potrebbe portare al rischio di uso distorto del potere sanzionatorio esercitato in doppia veste potrebbe originare un conflitto di interessi.

Infine, si punta alla formazione continua e permanente. Si tratta ancora, fatta eccezione per l’abolizione delle tariffe minime, si misure ancora allo studio. Altre certezze riguardano l'aumento delle piante organiche, per le farmacie e per i notai. Sul resto, il capitolo ‘Ordini professionali’ del decreto legge liberalizzazioni dovrebbe contenere poche novità e soprattutto nessun superamento del sistema ordinistico, dunque, né abolizione del valore legale del titolo di studio.

Certo anche il nuovo meccanismo per cui il professionista dovrà fornire al cliente un preventivo scritto e dettagliato, mentre il tariffario rimarrebbe tale soltanto nei casi di contenzioso, di liquidazione giudiziale dei compensi da parte del giudice e nei rapporti con la Pa.

Per quanto riguarda la formazione, il tirocinio si svolgerà solo in parte nel corso degli studi universitari (convenzioni tra Ordini e atenei sono già oggi vigenti, ad esempio, per notai, commercialisti e consulenti del lavoro): un semestre nel corso dell'ultimo biennio di laurea specialistica o magistrale e 12 mesi con la laurea conseguita.

Anche per il notariato l'aumento dell'organico potrebbe attenuarsi rispetto alla bozza circolata: anziché 1500 nuovi ingressi in 3 anni (500 l'anno dal 2012) si ragiona su 500 nuovi posti subito e poi integrazioni in base alle sedi vacanti, e dovrebbero crescere anche le farmacie, che diventerebbero una ogni 3 mila abitanti. Inoltre nelle Regioni con numero di punti vendita inferiore al fabbisogno stimato, i farmaci di fascia C potranno essere venduti negli esercizi commerciali.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il