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Liberalizzazioni farmacie, medicinali e ricette: novità in decreto Monti

Più farmacie e novità ricette per i medici: cosa prevede la bozza liberalizzazioni



Notai e farmacie: sono queste le uniche categorie sicure che il decreto liberalizzazioni toccherà, insieme a tassisti e liberalizzazione di orari di apertura degli esercizi commerciali e per i distributori di carburanti. Tutti sono sul piede di guerra ma il premier Monti va avanti per la sua strada.

Il sottosegretario alla Presidenza Catricalà aveva annunciato giorni fa un intervento che avrebbe toccato tutti i settori, dall’energia, alle assicurazioni, ai trasporti, alle farmacie, ai notai e sulle farmacie aveva spiegato che ci sarebbe stato, come accadrà, un aumento della pianta organica in modo da avere i giusti sconti sui farmaci.

Liberalizzare la vendita dei farmaci di fascia C, quelli per i quali è richiesta la ricetta medica, ma che sono a carico del paziente, è uno degli obiettivi della riforma. La vendita libera dei farmaci di fascia C potrebbe essere estesa anche ai piccoli Comuni. Si tratta di un mercato che vale 3,1 miliardi l'anno, il 12% della spesa farmaceutica nazionale (26 miliardi).

Inoltre, nell’art.18 della bozza si legge che le farmacie possono svolgere la propria attività e i servizi medici aggiuntivi anche oltre i turni e gli orari di apertura. Nel decreto, però, nulla è previsto per le parafarmacie.

Altra novità riguarda i medici di famiglia, che d’ora in poi saranno obbligati, salvo particolari situazioni, a specificare nella ricetta medica l'eventuale esistenza del farmaco equivalente se di minor prezzo. Il segretario della Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg), Giacomo Milillo, definisce la norma una ‘forzatura assurda della libertà di prescrizione del medico, che sarà contestata in tutte le sedi’.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il