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Bot, Btp, CCt e titoli di stato Ue dopo declassamento rating Italia 2012: consigli per investire

Su cosa puntare dopo il nuovo declassamento dell’Italia



Venerdì scorso la società americana di rating S&P ha declassato l’Italia di ben 2 livelli, portandola a BBB+. Si tratta di una penalizzazione fortissima che potrebbe penalizzare fortemente il nostro paese che nei prossimi mesi dovrà rifinanziare una parte importante del debito in scadenza nel 2012.

Insieme all'Italia sono stati declassati anche gran parte dei paesi dell’eurozona tra cui Portogallo, Spagna e Francia, quest'ultima furiosa per la perdita della tripla A, ma il suo declassamento era nell'aria già da qualche mese e non ha destato particolare sorpresa negli operatori del settore.

I paesi europei, Italia in primis, hanno dato il via ad una politica economica che peserà notevolmente sui cittadini ma che allo stesso tempo non darà giustizia ai sacrifici delle famiglie e delle imprese dei paesi dell’eurozona, mettendo a serio rischio il rifinanziamento dei debiti pubblici. Peggiore è il rating del nostro paese e più difficile e costoso è per le nostre banche ottenere liquidità sui mercati. Il tutto si traduce in minori finanziamenti alle imprese e in un più costoso accesso al credito.

Non va meglio per chi decide di investire e si trova a dover fare i conti con le turbolenze del mercato e delle Borse. Tra giovedì e venerdì scorsi le aste dei Bot e dei Btp triennali erano andate benissimo e quell’andamento positivo aveva anche riportato lo spread tra i decennali italiani e tedeschi sotto quota 500. Poi la bocciatura da parte di S&P ha fatto di nuovo precipitare la situazione. E tante sono ore le incognite sul futuro.

Secondo CorrierEconomia, è difficile che i rendimenti dei titoli di Stato italiani, che a novembre scorso avevano raggiunto un livello alto, possano tornare a quei valori, sia per quanto riguarda le emissioni con durata breve, sia per quelle con durata lunga.

Nel frattempo, però, le scadenze di titoli di vecchia emissione e il valore delle cedole da pagare sono molto elevati, e quindi è possibile che una nuova fase di incertezza possa rappresentare un’occasione per scegliere nel portafoglio Btp o Cct e, per chi ama le brevi durate, Bot.

Chi è meno propenso al rischio, per esempio, potrebbe investire una 10% in titoli con durata decennale, una quota simile in prestiti con durata quinquennale, il 20% in emissioni con scadenza 3 anni, il 25% in strumenti con durata biennale e la quota rimanente in titoli con durata breve, entro un anno o 18 mesi, eventualmente per emigrare verso altre tipologie di investimenti. Meno spazio, invece, ai Cct per i quali al momento non si prevedono rialzi dei tassi causati dall’inflazione.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il