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Megaupload e Megavideo chiusi: colpo allo streaming online e P2P

L'FBI ha chiuso il sito MegaUpload. Arresto alcuni responsabili del gruppo



Chiusi Megaupload e Megavideo, i più importanti del mondo per scaricare film e musica online, spesso usati per diffondere materiale protetto da copyright. E’ stata l'Fbi, in collaborazione con il Dipartimento della Giustizia americano, a chiudere i siti Megaupload.com e Megavideo.com, ottenendo l'arresto del fondatore, Kim Schmitz, e di altre tre persone.

Gli indagati in totale sono sette. Megaupload è uno dei più noti e più imponenti archivi di film, musica e software, spesso pubblicati senza autorizzazione. Tecnicamente il sito si presenta come una sorta di magazzino tramite il quale gli utenti possono archiviare file troppo grandi da spedire via e-mail per condividerli in via riservata con altre persone.

Un uso del tutto leggittimo poiché molti caricano file protetti da copyright che poi vengono diffusi su forumo, blog e social network. Secondo l'accusa, infatti, l'attività di Megaupload, cui è collegato Megavideo, è costata più di 500 milioni di dollari in mancati profitti ai leggittimi detentori del copyright.

La chiusura dei siti è arrivata all’indomani della proposta della nuova legge Sopra, in discussione negli Usa, che tutela il copyright. Subito si è scatenata la protesta del web, esattamente come quanto accaduto appena reso noto il contenuto della legge Sopa, che ha portato all’immediato oscuramento per 24 ore dall'enciclopedia online Wikipedia (che si è auto-oscurata) e da altri.

Ma l'azione dell’Fbi contro Megaupload dimostra che la giustizia non ha rinunciato all'impresa di sbloccare lo scaricamento di contenuti protetti da copyright. In risposta all’oscuramento di Megavideo e Megaupload il noto gruppo di disturbatori della rete Anonymus ha effettuato attacchi a siti di importanti enti governativi americani, preceduti di qualche minuto da annunci su Twitter.

Nel giro di qualche minuto, gli Anonymus hanno attaccato di siti come justice.gov, universalmusic.com, RIAA.org e MPAA.org, ma la lista è destinata ad aumentare.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il