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Megavideo chiuso: riciclaggio e altre accuse

Chiuso Megaupload: ora cerca il rilancio



L'Fb ha chiuso Megaupload.com e Megavideo e ha condannato il fondatore, Kim Schmitz, e altri mezzi dello staff per diverse violazioni, tra cui pirateria e riciclaggio di denaro.

I due siti più famosi al mondo per scaricare film e musica e condividerli e scambiarli online, sono accusati di aver provocato 500 milioni di dollari di danni ai detentori di copyright. Molti internauti caricavano file protetti da copyright per poi diffondere il link per scaricarli su forum e blog.

Il fondatore, Kim Schmitz, e altri tre sono stati arrestati in Nuova Zelanda su richiesta delle autorità statunitensi, altre due persone sono ricercate e  altre due risultano incriminate. La denuncia contro gli accusati era stata presentata il 5 gennaio scorso negli Stati Uniti; Schmitz, cittadino tedesco residente a Hong Kong e in Nuova Zelanda, è stato identificato come proprietario e unico azionista e rischia ora fino a 50 anni di carcere.

Secondo il Dipartimento di Giustizia, Schmitz e altri sei collaboratori sono, infatti, responsabili di pirateria informatica massiccia su scala globale, la cui attività ha generato oltre 175 milioni di dollari di guadagni illeciti provocando oltre 500 milioni di dollari di danni ai proprietari delle opere protette.

Ma a poche ore dal sequestro, Megaupload sarebbe già pronto a tentare il rilancio sotto nuovo dominio: l'iniziativa è per ora catalogata da Chrome come ‘phishing’. Il sito si celerebbe dietro il nuovo dominio megavideo.bz e la dichiarazione di intenti è chiara fin dalla homepage, dove compare la scritta ‘Questo è il nuovo sito Megaupload! Stiamo lavorando per tornare nuovamente operativi’.

Ma questa prova tecnica potrebbe non andare a buon fine: sembra, infatti, difficile che a poco tempo dal sequestro attuato con forza, le autorità acconsentano al riavvio tanto solerte delle attività. Probabilmente, l’idea di un rilancio con un nuovo dominio è stata lanciata così presto sostenuta dal clamore del momento e dal supporto degli Anonymous, che potrebbero contribuire alla riuscita della nascita di questa novità.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il