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Conti corrente 2012: offerte a confronto dopo aumento bonifici, spese e commissioni

I costi dei nuovi conti correnti 2012: quanto peseranno per gli italiani



Unicredit, Intesa Sanpaolo, BNL, Ubi Banca: dopo le novità della Manovra Monti, tutti gli istituti hanno ritoccato le tasse sui conti correnti e dopo le pressioni arrivate da più fronti, il governo nel pacchetto liberalizzazioni metterà mano anche alle banche e la novità principale sarà il conto corrente di base, cioè conti con costi tendenti allo zero, provvedimento dovuto soprattutto per il pagamento delle pensioni superiori ai mille euro che non potranno più essere corrisposte in contanti.

Il conto corrente base prevederà una serie di servizi minimi gratuiti in modo da garantire ai pensionati la riscossione dell'assegno senza costi aggiuntivi. La stessa convenzione, o il decreto, dovrebbe individuare le fasce socialmente più deboli al fine di rendere esenti, per l'imposta di bollo, le comunicazioni periodiche relative agli estratti conto.

Il decreto disporrà che entro tre mesi, per il conto corrente di base, dovrà essere stipulata una convenzione tra ministero dell'Economia, Bankitalia, Abi, Poste e associazioni dei prestatori di servizi di pagamento per la definizione delle caratteristiche di un conto corrente o di un conto di pagamento di base nonché delle commissioni da applicare sui prelievi effettuati con il bancomat tramite la rete degli sportelli automatici presso una banca diversa da quella del titolare della carta.

Se dopo 90 giorni dall'entrata in vigore del decreto non sarà stata firmata una convenzione, un nuovo decreto del ministero dell'Economia ne detterà le condizioni. Nel frattempo, salgono i costi dei conti correnti, già rincarati in media del 2,9% lo scorso gennaio sui 12 mesi precedenti e, per esempio, rispetto al febbraio 2011 la spesa annua per un deposito bancario-tipo per una famiglia con media operatività è aumentata del 3,2%, toccando i 136,65 euro.

Diverse banche, però, come Unicredit, Bpm e Bnl hanno deciso di abolire la commissione per il prelievo di contante allo sportello, ma, da quanto emerge da un’analisi di Corriere Economia sui conti correnti, le cose sono poi così rosse per tassi e costi.

L’interesse, per esempio, richiesto a chi sconfina extra fido (ma spesso anche entro fido) è in media ormai del 16,26%, quasi due punti in più rispetto al 14,60% del maggio 2011, con picchi come il 18,11% del conto Facile di Intesa Sanpaolo; il 17,66% del conto superGenius di Unicredit, e il 17,54% di quello della Popolare di Milano. Pesano anche le spese per chi va in rosso che salgono fino a 150 euro al trimestre in Unicredit, fino a 100 euro in Intesa Sanpaolo eMps, e addirittura fino a 250 in Bpm.

Le famiglie che usano molto la banca dovranno pagare circa 122,92 euro all’anno (+1,8%) per mantenere un conto, quelle con scarsa operatività 95,52 euro (-0,9%, l’unico calo); 78,64 euro (+3,8%) pagheranno i titolari del conto-tipo per i giovani. Convenienti le proposta di Poste Italiane, che fa pagare 72,74 euro il conto BancoPosta Più per le famiglie con media operatività, la metà rispetto al mercato, e Intesa Sanpaolo, con 94,8 euro, in promozione per tutto il 2012.

Tra le banche che, invece, fanno pagare di più le spese per il conto corrente figurano Bpm con Flexiconto, che fa pagare 207,42 euro dai 191,42 euro di un anno fa, e Ubi Banca con Duetto Basic, che prevede il pagamento di 117,62 euro.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il