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Pensioni: riforma Monti nel milleproroghe cambia. Le novità

Colpiti autonomi a favore di esodati e precoci: le novità pensioni del Milleproroghe



Oggi in Aula a Montecitorio arriva il decreto milleproroghe, occasione in cui si tornerà a parlare di le pensioni e per cui i sindacati hanno chiesto ulteriori cambiamenti, a partire dallo slittamento di sei mesi, un anno, dell'entrata in vigore delle nuove regole previdenziali della riforma in vigore già da gennaio 2012.

La proposta è stata avanzata a sostegno dei cosiddetti lavoratori ‘esodati’, quelli cioè che, in prossimità del pensionamento stando alle vecchie norme, hanno optato per uscite dal lavoro incentivate e ora rischiano, per effetto della nuova riforma previdenziale, di restare senza pensione.

Insieme alla maggiore gradualizzazione dei nuovi requisiti di accesso alla pensione, i sindacati chiedono anche l’eliminazione della penalizzazione per le pensioni di anzianità per evitare il fenomeno del blocco delle uscite per i prossimi anni, e l’attenuazione dell'impatto della riforma anche sui ‘precoci’ (al lavoro già da 16-17 anni di età) con l'eliminazione degli incentivi sugli under 62. In particolare, i sindacati chiedono lo spostamento al 2013 dell'entrata in vigore delle nuove regole previdenziali per i lavoratori coinvolti dalla crisi, dalle Cig lunghe e dalla mobilità.

Le organizzazioni sindacali ritengono inoltre i vecchi requisiti pensionistici per i lavoratori già inseriti in percorsi di cassa integrazione o mobilità e per chi si è dimesso volontariamente quando erano ancora in vigore le vecchie norme previdenziali.

La novità più importante al vaglio oggi sarà, dunque, il sistema previdenziale sui lavoratori esodati e precoci, che non saranno penalizzati. I relativi costi saranno coperti attraverso un innalzamento dell'aliquota previdenziale dei lavoratori autonomi, come prevede l'emendamento presentato dai relatori e già approvato dalle commissioni.

Nell’emendamento si puntualizza che, nel caso in cui le risorse finanziarie non fossero sufficienti, si potrà procedere anche con un aumento dei contributi che le imprese verseranno per gli ammortizzatori sociali. La soluzione individuata riguarda un aumento delle aliquote contributive pensionistiche che, a regime nel 2016, arriverà fino allo 0,15%.

La modifica prevede un incremento dello 0,01% a partire dal primo gennaio 2013 delle aliquote contributive pensionistiche di finanziamento e di computi delle gestioni pensionistiche dei lavoratori artigianali, commercianti e coltivatori diretti, mezzadri e coloni iscritti alle relative gestioni autonome Inps. Dal 2014 l'incremento sarà dello 0,04% a cui si aggiungerà un ulteriore 0,05% a partire dal 2015 fino ad arrivare allo 0,15% nel 2016.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il