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Liberalizzazioni e scioperi: i motivi e la posizione Governo Monti

Lavoratori contro liberalizzazioni ma Monti va avanti



Liberalizzazioni, aumenti accise carburanti, dei pedaggi autostradali, delle rc auto, dell’Irpef: questi i principali motivi che hanno spinto diverse categorie di lavoratori a scioperare e bloccare, da ieri, l’Italia intera. Tassisti, benzinai, autotrasportatori, avvocati, farmacisti. A turno proclameranno uno stop.

Gli autotrasportatori, da ieri fermi con i loro tir sulle principali strade e autostrade di Italia, non hanno alcuna intenzione di mollare: “Non ci muoveremo fino a venerdì. In assenza di risposte serie da parte del governo, valuteremo poi cosa fare” Lo sciopero, deciso da Trasportiounito Fiap, il sindacato di categoria, è scattato domenica sera per chiedere al governo Monti provvedimenti urgenti.

Gli autotrasportatori chiedono infatti il recupero immediato delle accise del gasolio, pagamenti in tempi certi (entro trenta giorni) per tutta la filiera del trasporto, controlli e sanzioni agli irregolari, sconto immediato al casello sulle spese autostradali.

Gli autotrasportatori chiedono, inltre, contenimento dei costi assicurativi e l'esenzione Sistri, cioè l'obbligo di adeguamento al sistema di tracciamento dei rifiuti non pericolosi per tutte le piccole e medie imprese dell'autotrasporto. La protesta è iniziata la settimana scorsa in Sicilia, nei capoluoghi di provincia e alle raffinerie petrolifere organizzati da un'alleanza di autotrasportatori, pescatori e agricoltori che contestano i prezzi dei carburanti in Sicilia, considerati i più alti d'Italia, almeno per il diesel.

I blocchi nell'Isola hanno provocato la chiusura delle stazioni di benzina e l'esaurimento di frutta e verdura e generi deperibili in mercati e supermercati. Ora la situazione sembra allargarsi a coinvolgere il Paese intero. E le conseguenze potrebbero essere davvero pesanti per l’economia.

Nonostante la situazione di agitazione che regna in tutta Italia, il premier Monti continua ad essere convinto che le liberalizzazioni siano fondamentali per rilanciare la competitività e altrettanto decisive per la credibilità italiana in Europa e sui mercati, “Perchè se lo spread è in continuo calo, con la soddisfazione che ne deriva, la crisi è ancora lì e non consente tentennamenti”. E sapeva che avrebbe incontrato resistenze da parte dei vari settori per far valere le proprie ragioni.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il