BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Riforma lavoro: cassa integrazione e aiuti indennità dopo licenziamenti. Novità

Confronto sulla riforma del lavoro: stretta sulla Cig e contratto calibrato sul ciclo di vita



E' partito il confronto parti sociali e governo sulla riforma del mercato del lavoro e degli ammortizzatori sociali, dalla revisione dei contratti al sistema della cassa integrazione, con una stretta che lascerebbe in campo solo la cig ordinaria e i sussidi di disoccupazione con indennità risarcitorie nei casi di licenziamento. 

“Servono buone soluzioni strutturali per il mercato del lavoro. Spero che si riesca a non ridurre il messaggio solo all'articolo 18”, dice il premier Mario Monti e avverte che i tempi non possono essere lunghi.

Secondo il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, “Serve un contratto che evolve con l'età”, un contratto, dunque, con tutele modellate sul ciclo di vita del lavoratore (con la possibilità, poi, di valutare se è percorribile il modello del contratto unico) piuttosto che contratti nazionali specifici che evolvono per ogni età.

Il ministro parla anche di misure innovative solo per le nuove assunzioni e di flessibilità più costosa e propone di favorire la conversione dei contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato attraverso la graduazione degli sgravi contributivi anche in rapporto alla formazione svolta.

Sui contratti, però, i sindacati rilanciano sull'apprendistato e sull'inserimento, che chiedono di incentivare. L’obiettivo rimane comunque quello di sfoltire la giunga delle tantissime tipologie di contratti esistenti a favore del cosiddetto Cui, contratto unico. Sul tavolo pure l’ipotesi di un reddito minimo.

Sulla cig, si discute della possibilità di un suo uso limitatissimo e circoscritto a quella ordinaria nei casi in cui si possa riprendere il lavoro rapidamente. Se, invece, si verifica un mancato rientro, si ipotizza un’indennità risarcitoria o un rafforzamento del sussidio di disoccupazione.

Il modello che viene spesso preso ad esempio per una riforma seria degli ammortizzatori è quello danese. Nel modello danese, il lavoratore viene monitorato da vicino, mentre riceve il sussidio di disoccupazione e gli vengono offerte possibilità di riqualificarsi. Quando rifiuta un certo numero di lavori, due o tre, viene meno anche il diritto al sussidio.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il