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Pagamenti imprese dallo Stato sbloccati e con Bot-Btp: è legge nel Decreto Monti

Pagamenti per 5,7 miliardi alle imprese: 2 mld in titoli di Stato



Il decreto liberalizzazioni, approvato venerdì scorso in Consiglio dei Ministri e che sta provocando non poche proteste da parte di tutte le categorie interessate, è stato firmato dal presidente della Repubblica, Napolitano ed è, dunque, diventato legge.

Dalle novità per tassisti, notai, avvocati, farmacisti e professionisti in generale, per cui sono state abolite le tariffe minime, alle nuove norme per assicurazioni rc auto, prezzi carburanti, alle novità per chi accende un mutuo, ai pagamenti alle imprese e Pmi: questi i settori toccati dalle liberalizzazioni che, per il premier Monti, servono a superare “tre grandi vincoli: una insufficiente concorrenza nei mercati, l'inadeguatezza delle infrastrutture con le misure varate e la grande complicazione delle procedure amministrative in tutti i campi”.

Novità anche per chi ha in progetto di accendere un mutuo immobiliare: le banche, gli istituti di credito e gli intermediari finanziari, se condizionano l'erogazione del mutuo alla stipula di un contratto di assicurazione sulla vita, devono sottoporre al cliente almeno due preventivi di due differenti gruppi assicurativi.

Per quanto riguarda le rc auto, invece, gli agenti assicurativi dovranno offrire ai clienti informazioni su almeno tre diversi contratti forniti da altre compagnie assicurative per coprire la responsabilità civile per auto Previsti anche sconti per chi monti una scatola nera per monitorare il proprio veicolo o in caso di constatazione preventiva delle condizioni del veicolo da parte della compagnia assicurativa.

Altra novità prevista dal pacchetto liberalizzazioni riguarda i pagamenti in Titoli di Stato alle imprese. Sono, infatti, circa 5,7 miliardi di pagamenti alle piccole e medie imprese che vantano crediti nei confronti della Pubblica amministrazione, di cui 2 miliardi al massimo saranno pagati utilizzando titoli di Stato. Per ii pagamenti alle aziende, che riguardano non sol i ritardi del presente ma anche i pesanti arretrati (stimati in 70-80 miliardi di euro), le aziende creditrici, se vorranno, potranno chiedere il pagamento in titoli di Stato.

L'articolo 35 del decreto legge prevede un limite massimo per questa modalità di estinzione del credito di 2 miliardi di euro, e tale cifra non verrà computata nell'ammontare delle emissioni di titoli di Stato. Ma oltre a questi due miliardi ci sono altre risorse per l'estinzione dei crediti maturati, per un totale di 5,7 miliardi.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il