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Bot e Btp: quali comprare dopo taglio rating Italia a BBB+. Consigli Gennaio 2012

Investire a gennaio 2012 dopo il declassamento: la situazione finanziaria italiana



L’Italia, insieme a numerosi altri Paesi della zona Euro, qualche settimana fa, è stata declassata dall'agenzia di rating americana Standard & Poor's, che ha fatto perdere a Francia e Austria una A e facendoli scivolare ad AA+, ha declassatol'Italia di due livelli, con il rating ridotto da A a BBB+, facendola scivolare all'ottavo dei dieci livelli investment grade, ha declassato di due livelli anche il rating di Spagna, Portogallo e Cipro, tutti con un outlook sul merito di credito negativo, tagliato il rating di Malta, Slovacchia e Slovenia, e confermato il merito di credito più elevato per la Germania con un outlook stabile.

Non sono, invece, state modificate le valutazioni di Belgio, Estonia, Finlandia, Lussemburgo, Irlanda e Paesi Bassi. Più che sulle finanze dei Paesi che stanno subendo il taglio del rating da parte di S&P, il vero rischio adesso risiede nel fondo salva Stati, l'European Financial Stability Facility, uno dei punti cardine della strategia europea per uscire dalla crisi del debito sovrano.

Il declassamento dell’Italia di S&P rappresenta una forte penalizzazione che potrebbe pesare sul nostro paese che nei prossimi mesi dovrà rifinanziare una parte importante del debito in scadenza nel 2012. Peggiore, infatti, è il rating del nostro paese e più difficile e costoso diventa per le nostre banche ottenere liquidità sui mercati.

Il tutto si traduce in minori finanziamenti alle imprese e in un più costoso accesso al credito. Non va meglio per chi decide di investire e si trova a dover fare i conti con le turbolenze del mercato e delle Borse. Se le previsioni del taglio del rating avevano parlato di un sostanziale calo dei prezzi, in realtà non i prezzi ma i rendimenti dei Btp sono scesi, segno che la fiducia nelle capacità del Tesoro italiano di mantenere i propri impegni non è venuta meno tra gli investitori.

Secondo i risultati di un’analisi di CorrierEconomia, la scelta migliore per investire oggi è quella di puntare su alcuni Cct e Btp indicizzati all'inflazione che arrivano ad assicurare un buon rendimento, bene anche i Btp con durata almeno quinquennale, perché la loro redditività è particolarmente interessante (5,22%), e i titoli italiani, che se scelti in un portafoglio ben diversificato, assegnando loro il 35% circa, rappresentano un’ottima politica di gestione per un profilo di media rischiosità.

Da inserire anche un 25% ciascuno ai titoli del Tesoro tedesco e francese e un 10% pro capite a titoli finlandesi e austriaci. Resta, infine, la quota da attribuire alle scadenze: 50% fino a tre anni, 35% fino a cinque anni e 15% fino a dieci anni.
Autore:

Marianna Quatraro

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Autore: Marianna Quatraro
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