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Migliori azioni banche 2012: previsioni Usa

Si riprendono i titoli finanziari Usa: andamento e previsioni



Eni, Fiat, Saipem: sono queste le migliori azioni con fatturato americano su cui conviene puntare nel 2012. Ma non solo: alcune società di punta del made in Italy come Luxottica e Tod' s, e un colosso dell' elettronica come StMicroelectornics, decollano.

Risultati positivi anche per Pirelli&C balzata del 10%, Campari +5,7%, Pirelli e Goodyear, Lottomatica. La crisi finanziaria mondiale, che non accenna a diminuire, che ha fortemente colpito l’Italia, ha portato alla caduta libera della moneta unica europea, mettendo in serio pericolo gli equilibri tra i Paesi membri.

Al contrario, il rafforzamento della valuta americana osservato negli ultimi quattro mesi indica un miglioramento in quell’economia Usa che da dieci anni è sempre sull’orlo del tracollo, mai raggiunto al momento. Al rialzo il comparto obbligazionario, dove, il Tbond è salito del 15% da fine 2010, in rialzo anche S&P500, Dow Jones, Nasdaq.

A trainare la ‘ricrescita’ sono soprattutto i settori delle materie di base che registrano nel 2012 un rialzo del 4%; bene anche i settori industriali (+3,2% da inizio anno); i consumi personali e l’energia; e anche i finanziari (+3,5%). Dallo scoppio della crisi del 2008, i titoli finanziari Usa per la prima volta sembrano tornare in auge ma c’è chi si interroga se si tratti di un momentaneo periodo di entusiasmo o di un trend che ricomincia ad affermarsi grazie al vero ritorno in salute dei grandi gruppi bancari americani.

Al momento, però, le risposte sembrano essere poco certe. Nell’attesa di constatare quale sarà il futuro reale dei titoli finanziari Usa, è bene comunque sottolineare i risultati positivissimi conquistati da alcuni titoli come il +20% di Bank of America; il +13,14% di Goldman Sachs e Morgan Stanley e il +6% di JP Morgan, tutti tornati a salire dopo un biennio davvero da dimenticare. Se questi risultati riportano il sorriso, c’è comunque da mantenere cautele.

Secondo ‘The Economist’, infatti,  le banche americano possono sì rallegrarsi di essersi un pò riprese e non perdere più soldi da una parte, ma dall’altra non possono ancora farsi forti delle loro politiche economiche che sembrano ancora deboli per poter risanare una situazione critica come quella creatasi a seguito del crisi scoppiata nel 2008. Bisognerà, dunque, attendere i risultati delle strategie che essere attueranno per capire come andrà davvero la loro potenziale ‘ricrescita’.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il