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Irpef 2012 al 20% dal 23%: più bassa per controlli e multe evasione fiscale

Operazioni anti evasione per ridurre le aliquote Irpef: il piano



Movida e shopping: dopo Cortina D'Ampezzo, Portofino e Roma, anche Milano finisce nel mirino dei controlli del fisco. Nella serata di sabato, infatti, agenti in borghese della Finanza e dell’Agenzia delle Entrate si sono camuffati da giovani in giro per i locali di Milano, fra Navigli e Corso Como, senza dar tregua a nessuno: hanno trascorso in qualche locale la loro serata e al momento della chiusura hanno chiesto scontrini fiscali e informazioni anche sui collaboratori, a volte risultati a nero. Controlli anche fuori dai negozi del centro delle vie della moda.

Dal risultato dei controlli è emerso che 75 locali, cioè il 30%, non hanno emesso lo scontrino o la ricevuta fiscale, facendo registrare una percentuale gran lunga superiore alla media che, secondo le statistiche della stessa guardia di finanza, si aggira fra il 10 e il 13%.

Controlli a tappeto anche in piazza Duomo, corso Vittorio Emanuele, piazza San Babila, via Paolo Sarpi, corso Buenos Aires, piazza Cadorna, corso Genova e nelle zone in cui nel weekend gli esercizi commerciali sono aperti per lo shopping. Oltre ai 75 commercianti che non hanno rilasciato lo scontrino o la ricevuta fiscale e dovranno ora pagare una sanzione amministrativa. Alla terza violazione scatta la chiusura temporanea del negozio.

Nell'operazione dei locali della movida milanese, fra ispettori dell'Agenzia delle entrate e dell'Inps e agenti della polizia locale, sono state impiegate 450 persone e sono stati controllati 120 locali soprattutto in corso Como, Brera e in zona Ticinese, ma anche qualche proprietario di auto di lusso.

Le violazioni più corpose hanno riguardato il mancato aggiornamento dei registri contabili, l'incongruità con i dati dichiarati per gli studi di settore (per esempio il numero di locali, il numero del personale e così via) ai fini della redditività presunta, le irregolarità nell'emissione degli scontrini e la presenza di un centinaio di dipendenti non regolari, cioè in nero, e addirittura clandestini.

La buona notizia è che i soldi recuperati dalle operazioni anti evasione, che non sono certo pochi, saranno utilizzati per ridurre l’Irpef. L’opotrebbe scattare verso la fine dell'anno se arrivano 15 miliardi, e l’aliquota passerebbe così dal 23 al 20%. A beneficiarne saranno coloro che percepiscono i redditi più bassi.


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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il