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Laurea: valore legale non cambia in semplificazioni 2012, ma consultazione pubblica

Consultazione pubblica per valore legale laurea. Cosa cambierebbe



Conseguire una laurea non rappresenterà più un vantaggio nello svolgimento dei concorsi pubblici: la decisione ha scatenato non pochi malcontenti e per questo la questione sul valore legale della laurea è stata rinviata ad una consultazione pubblica. La decisa opposizione degli studenti, e di tutto il mondo universitario, ha, infatti, portato il governo a frenare sull’argomento.

“Abbiamo scoperto che è un tema molto più complicato di quanto possa sembrare e abbiamo deciso di non affrontare in questo decreto legge il tema”, ha dichiarato il premier Mario Monti e ora il Ministro dell’Istruzione Francesco Profumo redigerà un breve documento (che sarà disponibile on-line), il quale illustrerà il tema da cui si svilupperà poi la consultazione pubblica.

I temi principali da affrontare saranno lo scorrimento all’interno delle carriere pubbliche e la valutazione della laurea (in punteggi di graduatoria) nei concorsi pubblici. La questione riguarda il fatto che oggi ogni laurea conseguita in una qualsiasi delle decine di università italiane ha lo stesso valore, soprattutto ai fini dei pubblici concorsi.

Il governo vorrebbe innanzitutto abolire il peso del voto di laurea nei concorsi, abolendo anche la differenza fra la laurea breve (3 anni) e quella magistrale (3 più 2), facendo pesare le lauree secondo le valutazioni dei diversi atenei effettuate dall'Agenzia per la valutazione delle università, assegnando valore anche ai master, ai corsi di specializzazione, alle esperienze di lavoro, in particolare all'estero.

Se è vero che l'abolizione rappresenterebbe una vera rivoluzione, che trascinerebbe con sé il depotenziamento di molte corporazioni, ma dando importanza al luogo dove ci si laurea, è anche vero che però bisognerebbe permettere ai meno abbienti l'accesso alle migliori università.

Favorevole all'abolizione del valore legale del titolo di studio è il ministro dell'Interno Annamaria Cancellieri, ma “a due condizioni: chiedo una valutazione seria delle università e pari opportunità perché tutti possano accedere alle università più prestigiose, per esempio con borse di studio”. La Cancellieri  pone la questione del merito: “Se premiamo il merito diamo speranze ai giovani delle proprie forze. Il merito è la strada che li porterà alla loro realizzazione”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il