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Obbligazioni 2012 Usa e in dollari per diminuire rischi investimenti

Investire e ottenere rendimenti: meglio puntare su dollari e corone nordiche



Per ottenere rendimenti sicuri in questo periodo ancora di incertezza e di mercati altalenanti, i gestori puntano sulle emissioni obbligazionarie in dollari, da quelli statunitensi, a quelli canadesi, australiani, neozelandesi, o sulle corone dei paesi nordici.

Il dollaro statunitense, a dispetto di quanto sta accadendo per l’euro in lenta scivolata, segna a 12 mesi un rialzo superiore al 4% (era giù del 10% a inizio maggio 2011), quello australiano sale di oltre l’8%, e quello canadese un più modesto 3,1%.

Il rafforzamento della valuta americana osservato negli ultimi quattro mesi indica un miglioramento in quell’economia Usa che da dieci anni è sempre sull’orlo del tracollo, mai raggiunto al momento.

Al rialzo anche il comparto obbligazionario, dove, il Tbond è salito del 15% da fine 2010, in rialzo anche S&P500, Dow Jones, Nasdaq. Positivo anche le corone nordiche contro l’euro: compreso tra lo 0,5% e l’1,20% è per esempio l’ammontare della cedola dei solidissimi bond tripla A di paesi come Svezia, Norvegia e Danimarca.


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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il