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Megaupload: dati salvi fino al 15 febbraio

Chiuso Megaupload: i dati degli utenti andranno persi?



La decisione dell’Fbi americana di chiudere Megavideo e Megaupload ha provocato danni non solo all’azienda ma anche agli utenti, perché il servizio era per migliaia di persone un importante punto di riferimento per il backup dei propri dati nella nuvola, con i server che ospitavano il portale pieni di materiale privato caricato dagli iscritti.

Inizialmente vi era il timore che gli utenti non avessero la possibilità di salvare i propri dati, invece, è stata concessa loro la possibilità di prelevarne una copia. Nonostante questa decisione, la situazione risulta essere piuttosto complicata, perchè da una parte la società Carpathia Hosting, gruppo deputato allo storage dei dati caricati dagli utenti, reclama i pagamenti non effettuati da MegaUpload a causa del congelamento dei fondi; dall’altra, le autorità intendono mantenere congelati i capitali, per cui i dati degli utenti risultano dunque sospesi e rischiano di essere cancellati.

La Carpathia ha reso noto di voler venire incontro ai consumatori, mantenendo quanto archiviato ancora per qualche settimana, forse fino a metà febbraio, e nel frattempo i legali di MegaUpload stanno cercando di convincere le autorità a sbloccare momentaneamente le risorse economiche dell’azienda per consentire il recupero dei file legali posseduti dagli utenti.

Ira Rothken, avvocato Megaupload, spiega che la tutela dei dati legittimi è negli interessi degli Stati Uniti e dei principi di libertà ivi espressi, confidando in un accordo per sbloccare parte del danaro e continuare a servire gli utenti. Ma difficilmente si potrà confidare in nell’attuazione di questo principio, perchè riaprire i server significa riaprire in qualche modo Megaupload.

Nel frattempo, il Partito Pirata catalano ha già avviato nei giorni scorsi una proposta di class action contro l’FBI per tutelare tutti quegli utenti che intendono avere indietro i file legittimi depositati su Megaupload e che contengono foto personali, documenti aziendali ed altro ancora.

Megaupload, Megavideo e gli altri siti web del noto circuito cyberlocker erano i più popolari e ‘usati’ dagli utenti per scaricare musica e film in streaming e sono stati chiusi dall’FBI e dal Dipartimento di Giustizia statunitense, perché accusati di violare i diritti d’autore. Pesanti le accuse mosse a Kim Dotcom, fondatore e proprietario di Megaupload, responsabile di una imponente organizzazione di pirateria online internazionale.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il