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Twitter e censura messaggi: non tutto è negativo

Twitter cambia: censura e limita la sua libertà d’espressione. Ma è davvero così?



E’ il principale social network di diffusione delle notizie di tutto il mondo, il più importante al pari di Facebook, capace di connettere popoli e paesi lontani, eliminando barriere di tempo e spazio ed offrendo ai suoi utenti una finestra sul mondo in cui poter narrare, raccontare, commentare, attraverso parole, video, fotografie. Ma ora Twitter cambia. O per lo meno così sembra.

Qualche giorno fa, infatti, il social network ha annunciato che oscurerà tweet nei paesi dove è reato diffondere certi contenuti. I tweet saranno dunque censurati ma solo in alcuni paesi e quando necessario. Così, se una persona che seguiamo twitta un messaggio che viene censurato, nell’elenco dei tweet comparirà l’avviso ‘Tweet trattenuto’ e il messaggio non sarà visualizzato.

Per Twitter si tratta di una scelta commerciale, non di principio, perché per entrare in certi paesi, come la Cina, l’unica possibilità è eliminare le voci che non piacciono al governo, altrimenti il servizio verrebbe bloccato. Tutti i cittadini di questi Paesi potranno quindi usare Twitter, ma potranno solo leggere i tweet approvati dal governo. La decisione della censura di Twitter ha aperto, però, un vero e proprio dibattito nel mondo.

Se, infatti, c’è chi plaude alla decisione, soprattutto quei governi che vogliono mettere a tacere alcune voci, e c’è chi si indigna, ritenendo questa l’ennesima misura contro una libertà di espressione che ormai si sta diffondendo sempre più. E così, invece che andare avanti, sostengono molti, facciamo passi indietro, riferendosi alle pratiche di comunicazione bloccata o comunque controllata, del mondo intero.

C’è poi un tassello che meraviglia e cioè il fatto stesso che Twitter, simbolo di libertà e comunicazione senza barriere, sia arrivata a maturare una scelta del genere, segno che anche questo gigante fa ormai parte del gioco della politica internazionale e della diplomazia, dell'economia e della politica interna dei singoli Paesi.

Ma la scelta di Twitter di adottare una politica di censura è qualcosa da interpretare perchè comunque potrebbe permettere al social network di esistere laddove probabilmente l'alternativa sarebbe chiudere del tutto i battenti, offrendo, dunque, comunque margini di libertà dove magari non ve ne sarebbe proprio.  Una scelta strategica, dunque. E una parte degli internauti capendo questo ragionamento ha approvato la scelta effettuata.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il